Roma, 31 lug – Fin dalla sua nascita, il mito di Camelot continua ad affascinare intere generazioni nel corso della storia europea. Come un vero atto di fondazione che ha scolpito le antiche virtù sulla pietra d’Occidente, in più forme Artù ha accompagnato i popoli del Vecchio Continente nella ricerca di un elevazione culturale, spirituale e guerriera. Conosciuto ai più per essere colui che ha estratto la mitica spada di Excalibur dalla roccia, nella campagna inglese esiste però un’altra formazione rocciosa che porta il nome di Tomba di Artù.

La Pietra di Artù

Per la prima volta gli archeologi stanno scavando una tomba a camera dell’era neolitica, risalente a 5.000 anni fa. E’ chiamata Pietra di Artù, proprio in onore del leggendario re di Camelot. Il progetto è il risultato di una partnership tra ricercatori dell’Università di Manchester in Inghilterra e English Heritage, un ente di beneficenza che conserva centinaia di edifici storici in Inghilterra.

Arthur’s Stone si trova nell’Herefordshire, nelle Midlands occidentali dell’Inghilterra, vicino al confine con il Galles. L’antichissimo monumento funerario è costituito da una grande lapide sorretta da una serie di pietre verticali, che ricordano i dolmen e menhir di Stonehenge. Come afferma Julian Thomas, professore di archeologia all’Università di Manchester, a capo del progetto, “si spera che gli scavi archeologici in corso rivelino di più sugli antichi abitanti dell’isola”.

La tomba di re Artù

“È probabile che la tomba di Artù sia stata usata come luogo di riposo per i morti, i cui corpi sono stati lasciati a decomporsi nella camera e poi riorganizzati dopo che la carne era marcita e sono rimaste solo ossa pulite” ha detto Thomas. “Non è stato trovato nulla nella tomba e, probabilmente, è stata profanata all’inizio dei tempi moderni“. In precedenti scavi nell’area circostante, il team ha scoperto un lungo viale di pali verticali che conduce a sud dal monumento nella Valle d’Oro, una valle sotto le colline dove si trova la tomba. L’antico tumulo di pietra del monumento, inoltre, continua ininterrotto lungo il lato meridionale della struttura. “Un tumulo – un mucchio di pietre create dagli umani – circonda la camera in cui i morti sono stati fatti decomporre”, ha spiegato l’archeologo.

Le leggende sulla Pietra di Artù

Sono molteplici le storie che negli anni hanno legato la leggenda di Camelot a questa misteriosa tomba di Artù. Una delle più famose narra che Re Artù combatté e uccise un gigante che cadde all’indietro, proprio sulla pietra di copertura della tomba, rompendola in due. Un’altra leggenda suggerisce che, le rientranze sulla pietra di copertura, siano il punto dove Artù si inginocchiò in preghiera. Come Thomas ci tiene però a precisare, per quanto affascinanti possano essere questi miti, non c’è alcuna associazione storica documentata tra Re Artù e la struttura. Inoltre, al momento, nonostante centinaia di ricerche e ipotesi, gli storici non sono ancora stati in grado di confermare se re Artù fosse esistito realmente.

Un monumento storico avvolto nel mistero

La tomba di Artù è stata costruita durante un periodo particolare della storia della Gran Bretagna. L’uomo iniziava ad avere una grande padronanza delle proprie potenzialità; coltivava, addomesticava animali e creava utensili in ceramica e pietra levigata per i suoi lavori. Anche i grandi monumenti divennero molto più comuni e furono eretti altri siti, come Stonehenge. Questo è anche il periodo in cui gruppi di persone provenienti dall’Europa continentale sono arrivate in Gran Bretagna per stabilirvisi.

La costruzione di monumenti come la Pietra di Artù sarebbe stata una parte della creazione di nuovi gruppi sociali e tradizioni. La costruzione di un edificio così imponente, infatti, per l’epoca fu senza dubbio importante come il corpo che conteneva. La struttura avrebbe unito le persone nel lavoro per essa, “rafforzando la solidarietà sociale e forse generando prestigio per la persona o le persone che dirigevano il lavoro”, ha affermato ancora Thomas. Sebbene la tomba sia stata probabilmente utilizzata solo per un paio di generazioni, sarebbe divenuta comunque un luogo di importanza storica per le generazioni successive.

Le virtù tramandate da Artù

Nonostante i cinquemila anni di questa sua misteriosa tomba, Artù è per molti ancora vivo come il suo mito. La sua leggenda è alimentata di molti significati, oggi quanto mai necessari; valori profondi, arcaici, strettamente legati alla storia e ai miti dell’Europa. Gli uomini del nostro tempo, purtroppo, sommersi da un bombardamento di distrazioni artificiali tendono a scordarsi le radici della propria civiltà. “La maledizione degli uomini è che essi dimenticano” diceva Mago Merlino nel film Excalibur di John Boorman.

Proprio Merlino ci ricorda che la memoria è una delle più importanti tra le risorse umane. Dobbiamo nutrirla, coltivarla e custodirla come una virtù che ci salva dalla superficialità di tempi svuotati da simboli e significati. Ricordare i miti fondanti della nostra Tradizione significa continuare a mantenere sempre ben orientata la nostra bussola, distinguendo il bene dal male, anche nel crepuscolo epocale in cui stiamo vivendo. Questo tumulo neolitico, che alcuni racconti popolari vorrebbero essere la tomba di Artù, molto probabilmente non svelerà mai l’arcano del re di Camelot. Per la sua gente, però, questo antico monumento continuerà a rimanere il simbolo di colui che nel mito ha inciso l’esempio. Un esempio giusto, romantico ed eroico, che in cuor nostro ci porta ancora a sognare e sperare in un’altra Europa.

Andrea Bonazza

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