Roma, 27 lug – Il consigliere Pd fa il barbiere. In sé, non ci sarebbe niente di strano. Il problema è che il personaggio in questione, il barbiere, lo fa durante una seduta telematica del III municipio di Roma, come riportato da Today. E dalla schermata video dell’incontro, si vede chiaramente (seppur con la telecamera posta in posizione capovolta).

Consigliere Pd, barbiere in diretta

Antonio Comito, questo il nome dell’ormai bizzarro personaggio, è consigliere del Pd presso il III municipio di Roma. Ma durante la seduta telematica del 26 luglio, non riesce a interrompere la sua attività di barbiere. “Operando” in diretta, durante la discussione con i colleghi che, nell’ultimo incontro, verteva sulle graduatorie per l’accesso alle scuole dell’infanzia. All’inizio dell’incontro, il “consigliere barbiere” chiede a che punto siano i lavori: “Filippo, che avete fatto, già l’appello?”. “No, stiamo facendo un question time“, gli viene risposto. Mentre gli altri consiglieri trattengono quasi le risate, la richiesta all’inizio della seduta è chiara, e rivolta proprio a Comito, pur senza nominarlo: “Consiglierei a chi sta svolgendo altre attività di spegnere la videocamera“. Ma la richiesta non viene esaudita: Comito continua, tranquillamente, a tagliare i capelli al suo cliente mentre la seduta prosegue”. E il commento del “consigliere Filippo” è emblematico: “Eh vabbè”. Come a dire, niente da fare.

I 5 stelle provano ad approfittarne. E lui prova a difendersi

Questo il commento sui social dei grillini sull’accaduto: “In questo istante stiamo partecipando al question time rivolto all’assessora Ilari per le graduatorie sulle scuole d’infanzia che sarebbero di “competenza municipale”, si fa per dire visto il disinteresse mostrato. Ciò che ci colpisce, in questo Circo Barnum, è che il consigliere Comito del Pd è allo stesso tempo impegnato a tagliare i capelli ad un suo cliente. Qualcuno avverta il consigliere di chiedere al cliente il consenso alla sua ripresa! Fortunatamente per tutti, il consigliere non è un proctologo”.

Comito, dal canto suo, prova a difendersi: “Uno non è obbligato a partecipare ai question time, così come fanno alla Camera e al Senato. Sono bravi quelli dei 5 Stelle che partecipano… Poi a me certe interrogazioni proprio non interessano. Non è un obbligo partecipare alle interrogazioni che pone un consigliere nei confronti di un assessore”. Tutto liscio, caro Comito. Però, in fondo, non le costava nulla spegnere almeno la telecamera.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Sarò controcorrente ma in mezzo ad un mare di fancazzisti senza arte né parte che se non ci fosse la politica non avrebbero di che vivere trovare uno che vive del suo onesto lavoro apre il cuore 😀

    Al solito comunque con osservanza ed ex art. 21 Costituzione

  2. Ricordo un simpatico barbiere immigrato lucano a Milano che giustamente si incazzava quando usavano scorrettamente il termine barbaro (era il suo cognome), ne sapeva più di tutti avendo lavorato per tanti anni sui più blasonati ma canterini crani del centro città. Dal canto mio, stavo ben attento nel discorrere sotto le sue “magiche forbici”. Quindi occhio a criticare…

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