
“Fu l’imperatore Claudio a realizzare la Via Portuensis nella prima metà del I secolo d.C., seguendo il tracciato più antico della Via Campana usato dai romani per gli approvvigionamenti di sale, l’unico elemento con cui conservavano i cibi”, spiega Carmelina Ariosto, assieme a Laura Cianfriglia ha curato il progetto. “Tutta l’occupazione antica utilizza prima la via Campana poi, con Claudio, la Portuense – afferma Ariosto – a destra e a sinistra le colline di tufo di Monteverde fungevano da cave con cui è stata costruita mezza Roma. E lungo il tracciato, nei piani più livellati, i romani scelsero di realizzare i luoghi di sepoltura”.
Impressionanti i mausolei affrescati venuti alla luce e la tomba del guerriero della Muratella, una sepoltura eneolitica intatta nello scheletro e nel corredo di frecce, databile fra il 3700 e il 2300 a.C. Ancora una volta la Città Eterna emerge in tutta la sua magnifica potenza, ancora una volta stupor mundi.
Eugenio Palazzini