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Il leader delle Sardine Mattia Santori si trasferisce in un eremo: “Starò con i frati fino al giorno delle elezioni“. L’annuncio del novello eremita – ca va sans dire – è strombazzato sui social. La mossa da cattocomunista paraculo finisce nella nostra rubrica per un fatto semplicissimo: sono i più giovani il target elettorale di Santori.



La sardina in capo Santori candidato del Pd

L’istruttore di frisbee come è noto si è candidato nel Partito democratico alle Comunali di Bologna. Alla notizia del suo svelarsi piddino molti sono trasaliti, facendoci sorridere. Sì, perché fin dall’inizio l’operazione Sardine è stata messa su per attirare voti dei ggiovani, che altrimenti avrebbero schifato il partito dei vecchi per antonomasia: il Pd.

L’Eremo di Ronzano diventa una “Babele cosmopolita”

Un partito di vecchi dentro, quando non vecchi pure fuori. Guidato da un Enrico Letta che rimanda perennemente a quel Fabris di Compagni di scuola. “Guarda com’eri e guarda come sei: me pari tu zio”, dice Angelo Bernabucci nel film di Verdone rivolto a un compagno di classe precocemente invecchiato. Peccato che nel caso di Letta, sarebbe ben felice di assomigliare allo zio. Un partito di giovani paraculi che guardano anche ai vecchi, zoccolo duro dell’elettorato. E’ il caso di Santori, dicevamo, che in un post su Facebook spiega perché ha scelto di andare proprio nell’Eremo di Ronzano.

Così Santori strizza l’occhio ai cattocomunisti e agli immigrazionisti

Nel parlare del luogo scelto solo per dormire – a questo punto, visto che la campagna elettorale la continua eccome – la sardina piddina svela subito le ragioni della sua scelta. “Accoglie 38 richiedenti asilo, due associazioni, una cooperativa”. Sembra un eremo di Emergency, insomma (con tutto il rispetto per i frati). “Lo chiamano ‘eremo’ ma è una piccola grande Babele cosmopolita”, afferma tutto contento. Una bolgia simbolo dell’accoglienza, in sostanza. Non poteva scegliersi monastero migliore. Con un colpo solo strizza l’occhio ai cattolici di sinistra, ai fan delle Ong e si allinea al dogma immigrazionista del Pd.

Ma il leader delle Sardine conta pure sui voti degli antifa

Come abbiamo detto, però, in un altro post Santori ci tiene a precisare che l’eremo è una specie di b’n’b socialmente impegnato – almeno per lui. D’altronde lo definisce un “luogo magico” (“Mistero della Fede” diventa “Magia della Fede”, insomma). “Ci tengo a specificare che vivere all’Eremo non significa stare in clausura. Cerco voti ma non ho preso i voti insomma”, chiarisce. E poi annuncia il prossimo appuntamento della campagna elettorale. Ma Santori è sempre lo stesso giovinastro che va per centri sociali a braccetto con gli antifa. E infatti ecco che sempre su Facebook – all’Eremo c’è un Wi-Fi che funzione alla grande – sferra il suo attacco contro presunti fascisti (deve pur sempre prendere voti anche tra quei borghesucci dei punkabbestia bolognesi). Lo avrebbero attaccato con uno striscione.

E infatti mette in mezzo il “neofascismo” in un post delirante

Lo striscione in questione recita: “Santori candidato, quante chiappe hai baciato?”. Il commento della sardina in capo è delirante. “Almeno una volta avevate il coraggio di firmarvi, adesso neanche quello. Grazie per averci ricordato che il neofascismo esiste ancora, nonostante l’imbarazzo che prova nel mostrarsi dal vivo”.

Insomma, Santori incarna in modo archetipico la zecca buonista di oggi – che giusto nel Pd può trovare chi gli dà corda. E non solo per l’aspetto e i sorrisetti a metà tra lo spaesato e il “non so se mi rendo conto di quello che dico”. Proprio per i temi, per il linguaggio, per il sovradosaggio continuo di social. Dicevamo che tanti giovani pendono dalle labbra degli influencer. Santori punta anche a quel target, scommettendo sulla variante di sincretismo cattocomunista 2.0. Speriamo che all’eremo gli facciano fare pure qualche lavoro pesante.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Non sapevamo che bisogna sbandierarlo ai quattro venti…, quando vieni mandato a farti benedire!
    Comunque quello non è un Eremo di beata solitudo conventuale, risulta piuttosto un confessionale per estroversi, pure un po’ puzzoni.

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