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Roma, 27 nov – “I neri hanno il ritmo nel sangue, i comunisti hanno tutti la villa in Versilia”. Il “Facile” tormentone dell’estate de Lo Stato Sociale è un sin troppo scontato canticchiar per sbeffeggiare i luoghi comuni (o almeno quelli che il gruppo “indie” italiano evidenzia come tali). Eppure ad affermare seriamente che i bianchi non potessero cantare e ballare, perché non abbastanza portati nelle due arti in questione, fu ante litteram l’indimenticabile frontman dei Nirvana. In un’intervista riemersa oltre vent’anni dopo, Kurt Cobain sosteneva infatti che la “musica rap” doveva essere lasciata ai neri. “Sono un fan della musica rap – sosteneva allora Cobain – ma molta di questa è così misogina che non riesco a sopportarla. La amo e la rispetto perché è una delle prima forme di musica originale ad essere state introdotte, ma vedere un uomo bianco che fa rap è come vedere un uomo bianco ballare. Noi non sappiamo ballare, non sappiamo rappare“.
L’audio intervista è del 1991 e fu registrata all’Opera House di Toronto da un giovane giornalista che rivolse una serie di domande al leader dei Nirvana. Tra queste l’opinione di Cobain sulla band Consolidates, i cui membri bianchi spesso proponevano pezzi rap. “I bianchi hanno già rubato tanto ai neri”, rispose a quel punto il frontman dello storico gruppo di Seattle. Quindi ai neri andava lasciato quel genere, quasi come fosse l’ultima cosa che rimaneva loro a disposizione per affermare la propria identità. Una sorta di contentino insomma. Ma sgombriamo il campo dai dubbi: evidentemente Cobain non era razzista, anzi, ma stando ai parametri dell’odierno politicamente corretto qualche benpensante rischia di vedersi rizzare i capelli di fronte a queste affermazioni.
Non farò mai rap. Non ha senso. Le persone che fanno rap lo fanno già così bene e io mi sento offeso quando vedo rapper come Vanilla Ice, o similari. I bianchi hanno già sfruttato così a lungo i neri. Dovrebbero lasciare la musica rap agli afroamericani perché la fanno così bene ed è così vitale per loro”, disse ancora Cobain in un’altra intervista rilasciata a Billboard. Ebbene sì, secondo l’intramontabile voce dei Nirvana, i neri avevano il ritmo nel sangue.
Alessandro Della Guglia
 

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4 Commenti

    • Assolutamente d’accordo, grande genio musicale, ma come apriva bocca era una sinfonia di stronzate. Incomprensibile anche l’interpretazione data dell’autrice dell’articolo, che riesce a trovare un significato controcorrente ad un’affermazione di un buonismo nauseante e totalmente privo di senso. La musica dei neri, la musica dei bianchi, le americanate del cazzo… Mah…

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