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Nell’infografica dell’agenzia Agi, il confronto tra il sistema Kepler-452 e il sistema solare

Washington, 25 lug – Continua la caccia a mondi alieni simili alla Terra, situati cioè nelle zone di potenziale abitabilità o, più semplicemente, orbitanti intorno a stelle simili al nostro Sole e a distanze tali da permettere la presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie degli stessi pianeti, che è un requisito essenziale per consentire la vita.
La notizia appena diffusa dalla Nasa, in seguito all’ultima scoperta della missione Kepler (telescopio orbitante della Nasa), fa sensazione perché si tratta del pianeta più simile alla Terra e orbitante intorno alla stella più simile al Sole trovati in una ventina d’anni di esplorazioni.
Situato nella nostra stessa Galassia, nella costellazione del Cigno, il pianeta Kepler-452b è come un cugino un po’ più grande e più vecchio della Terra, dal momento che il suo raggio è del 60% maggiore rispetto a quello terrestre (circa 10mila km), la sua stella di riferimento Kepler-452 è 1,5 miliardi di anni più vecchia del Sole e vi orbita intorno da ben 6 miliardi di anni.
La stella Kepler-452, a sua volta, ha circa la stessa temperatura ma è più brillante rispetto al Sole, il che è normale essendo più vecchia, e il suo diametro è appena il 10% maggior rispetto a quello solare. L’orbita dell’esopianeta Kepler-452b è un po’ più distante dalla sua stella rispetto a quella terrestre (circa il 5%), il che – se comporta un periodo annuale un po’ più lungo (circa 385 giorni contro i 365 terrestri) – ne consente in linea di principio un clima molto simile.
Per individuare questo nuovo candidato a replicare la Terra si è fatto uso del consueto metodo dei transiti: nel corso della propria orbita, i pianeti causano oscuramenti più o meno estesi del disco stellare. L’affievolimento nell’intensità della luce ricevuta dalla stella consente agli scienziati di desumere la dimensione esatta dei pianeti partendo dalle specifiche della stella ospite.
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Rappresentazione artistica dell’esopianeta Kepler-452b e della sua stella

Per essere potenzialmente abitabile, Kepler-452b deve essere roccioso, il che è giudicato molto probabile dagli scienziati. In tal caso, assumendone una struttura simile a quella della Terra, in esclusiva per queste colonne possiamo stimarne la durata del giorno secondo una legge universale già discussa: circa 15 ore, quindi poco più della metà del giorno terrestre. Inoltre, la velocità di rotazione all’equatore del pianeta appena scoperto, intorno al proprio asse, dovrebbe essere circa due volte e mezzo superiore a quella della Terra, il che suggerisce che – se il pianeta ha effettivamente un’atmosfera – la sua circolazione deve essere molto diversa dalla nostra.
Sarà purtroppo abbastanza difficile saperne molto di più con misure dirette, in quanto Kepler-452b si trova a 1400 anni luce dalla Terra: per intendersi, a una distanza che la luce impiega 1400 anni a percorrere. Ed è impossibile viaggiare a velocità superiori a quella della luce.
In ogni caso, la scoperta è straordinaria perché individua un pianeta quasi copia del nostro, e porta il numero totale di pianeti simili alla Terra e potenzialmente abitabili a 1030: “Nel ventesimo anniversario della scoperta che ha provato che altri soli ospitano pianeti, la sonda Kepler ha scoperto un pianeta associato a una stella che somigliano da vicino alla Terra e al nostro Sole”, ha dichiarato John Grunsfeld, dirigente dei programmi della Nasa tra cui quella dell’esploratore di esopianeti Kepler. “Questo risultato eccitante ci porta un passo più vicino alla scoperta di una Terra 2.0”.

 
 Nonostante abbia concluso l’acquisizione di dati scientifici ormai da un paio di anni, la missione Kepler continua a riservare nuove eccitanti sorprese” commenta Alessandro Sozzetti, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino che recentemente aveva partecipato alla scoperta di un sistema solare alieno con cinque pianeti di dimensioni simili a quelle della Terra. “Tra i candidati pianeti transitanti individuati dall’ultima analisi dei dati della missione, Kepler-452b non si trova solamente alla distanza giusta, ma è stato finalmente individuato attorno a una stella davvero vicina come caratteristiche al nostro Sole. In termini di somiglianza alla nostra Terra, Kepler-452b batte Kepler-22b, il primo ‘gemello’ del nostro pianeta scoperto da Kepler quattro anni fa.
Se, appunto, saperne molto di più sul nostro vecchio grande cugino Kepler-452b non sarà facile, sempre secondo Sozzetti, “ulteriori vantaggi potranno venire nel decennio futuro dalla possibilità di individuare pianeti transitanti come Kepler-452b ma attorno a stelle più brillanti e più vicine al nostro Sole rispetto a quelle osservate da Kepler, che verrà fornita dalla missione Plato di Esa [Agenzia spaziale europea, NdR] il cui lancio è previsto nel 2024”.
Francesco Meneguzzo



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