Bolzano, 28 novembre – Nel più totale silenzio delle istituzioni comunali e provinciali, ma anche della stampa locale, lo storico Hotel Post di Dobbiaco, in Alto Adige, rischia di essere abbattuto e completamente snaturato per fare posto a una costruzione moderna e totalmente fuori contesto architettonico. Il progetto immobiliare prevede infatti la demolizione della struttura alberghiera situata in piazza Parrocchia, per essere ricostruita ex-novo. L’Hotel Post fu costruito sui ruderi di un antico albergo austroungarico subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, è una struttura alberghiera di notevole pregio storico ed estetico, con una facciata dall’alto valore artistico perfettamente in sintonia con la piazza circostante.

Intanto su www.change.org, la petizione lanciata dallo storico dell’arte Francesco Vincenti è arrivata a oltre 1.500 firme e si pone l’obbiettivo di sensibilizzare la proprietà al rispetto del luogo che è la piazza antistante la chiesa barocca di Dobbiaco. Il luogo offre un aspetto estetico unitario, col vecchio ufficio postale ora restaurato e gli antichi alberghi di fronte all’Hotel in oggetto. “Non chiediamo solamente come gruppo unito di cittadini autoctoni e turisti amanti di Dobbiaco, che l’Hotel Post venga ristrutturato e restaurato con competenza in modo che la proprietà ne possa godere appieno ma almeno un progetto alternativo a quello pubblicizzato dall’Agenzia Immobilien Niederkofler (…).  L’Hotel Post possiede un’estetica ancora intatta e risalente ai canoni dell’ex Impero Austroungarico e questa va salvaguardata nella sua unitarietà. E attraverso fotografie e cartoline d’epoca può essere restaurata e portata al suo antico splendore nonché adeguata ai più moderni comfort bioenergetici”. Il progetto presentato ai fini della vendita prevede la totale demolizione e una ricostruzione che pone molti interrogativi estetici.

Sulla vicenda è intervenuto in queste ore anche il famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi: “L’Hotel Post è un albergo che ha una storia di quasi 100 anni, che ha una forma che rientra perfettamente nel centro storico di Dobbiaco”, tuona Sgarbi definendo il nuovo progetto “immondo, inqualificabile, di un architetto esoso”, ma anche “senz’anima, morto”. “Il tutto per costruire quella scatola inutile che serve solo agli interessi di speculazione e che serve a un privato a sfruttare la città, contro il bene comune. La mia ira come una maledizione cadrà su Dobbiaco e i suoi amministratori se butteranno giù l’Hotel Post. Criminali!”.

#italiasfregiataA Dobbiaco (Trentino-Alto Adige) vogliono abbattere l’Hotel Post.

Publié par Vittorio Sgarbi sur lundi 27 novembre 2017

Dalla politica si è levata in questi giorni solo la voce della sezione locale di CasaPound Italia: “Questo storico hotel rappresenta un bene architettonico per l’intera comunità, non solo altoatesina ma nazionale e mitteleuropea. Non possono essere dei privati o un’amministrazione comunale incosciente a decidere sulle sorti del patrimonio collettivo – interviene il coordinatore regionale di Cpi, Andrea Bonazza – è uno scandalo che nessun rappresentante politico stia muovendo un dito per impedire questo ennesimo scempio nella nostra provincia”.

“Importanti personalità della storia come il compositore austroungarico Gustav Mahler o lo scrittore americano Ernst Hemingway, passando davanti all’Hotel Post, sono rimaste abbagliate dalla romantica estetica di Dobbiaco – continua Bonazza – Nel 1916, durante la Grande Guerra, Dobbiaco venne pesantemente bombardata dalla vicina linea italiana e con lei l’Hotel Post. Dobbiaco ne risentì come nessun altro paese della Val Pusteria, tanto che un soldato austriaco descriveva la zona come ‘enormi crateri uno dietro l’altro’. Successivamente, a guerra finita, dal 1919 in poi, Dobbiaco fu interamente ricostruita dal Regno d’Italia e anche l’Hotel Post tornò al suo splendore con una ricostruzione fedele alla struttura originale, anche se austroungarica. Oggi invece, nella ‘illuminata’ era moderna, un branco di ciechi affaristi talebani, intendono distruggere la bellezza degli insiemi di questo affascinante paese, demolendo uno dei suoi edifici più belli, resistito a guerre e alluvioni. Sarà nostro dovere contattare subito gli organi competenti per impedire questa vergogna”.

di redazione

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4 Commenti

  1. …in quel luogo vi vive una netta maggioranza di lingua tedesca.. Se non amano la scelta del sindaco italiano, da loro eletto, lo prendano per le chiappe e via giù.. kaputt..

  2. …perché censurate???? Non è forse vero che c’è una maggioranza etnica tedesca e che il sindaco da loro eletto è italiano??!!! Vergogna!! Aver timore della realtà non è un onore!!

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