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Milano, 29 nov – Sono sette i poliziotti arrestati nella Milano amica dei migranti del sindaco Beppe Sala. Per loro l’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata all’illecito rilascio di permessi di soggiorno, oltre a falso in atto pubblico e accesso abusivo a sistemi informatici. Vendevano permessi di soggiorno, dal 2013 al 2016, facendoli pagare da poche centinaia di euro fino a qualche migliaia. Tutto dipendeva dalla disponibilità economica di chi li chiedeva e magari non aveva le carte in regola per ottenerli secondo la prassi di legge.



I poliziotti trafficanti di carte di soggiorno hanno tra i 40 e i 50 anni, e sono tutti esperti con anni di carriera in ambito amministrativo. Uno degli agenti, grazie ai proventi dell’attività illecita, aveva acquistato una villa patrizia del ‘700 del valore di 700 mila euro, che aveva poi intestato alla moglie.

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Per reclutare clienti disposti a pagare per il permesso di soggiorno i poliziotti si avvalevano della collaborazione di intermediari, cinesi e arabi, in base all’etnia dei richiedenti. Il traffico di permessi è stato scoperto dopo che un poliziotto arrestato nel 2016 ha parlato e facilitato le ricerche degli altri colleghi, come lui dediti a “facilitare” l’erogazione dei documenti, anche laddove non c’erano le condizioni per emetterli, dietro lauti compensi. Per comunicare con i potenziali “clienti” i poliziotti utilizzavano canali social come whatsapp e telegram, o utenze fantasma intestate a cittadini extracomunitari.

Quattro degli arrestati sono finiti in carcere: due di loro erano in servizio all’ufficio Immigrazione della Questura e due in quelli dei commissariati di Porta Genova e Lorenteggio. Due sono agli arresti domiciliari perché estranei all’associazione e uno, ora in servizio in quel di Napoli, è stato sospeso dal servizio. Anche per i complici cinesi e arabo sono state firmate le ordinanze di custodia cautelare. L’arabo è ancora al momento ricercato. Si ritiene che i casi di permessi venduti siano superiori al centinaio.

Anna Pedri

 

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5 Commenti

  1. La cosa ancora più grave è che verranno reintegrati in servizio!!

    E non invece licenziati in tronco e condannati in modo esemplare come si dovrebbe fare!!

    Saluti.

    Fabrice

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