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Roma, 29 gen – Una volta votato in Emilia Romagna, dove i sinistri si ostinano a festeggiare una vittoria di Pirro, possono riprendere gli sbarchi di immigrati clandestini. Al molo di San Cataldo del porto di Taranto è sbarcata la nave Ocean Viking da cui sono scesi ben 403 immigrati, dopo i 119 che la Sea Watch 3 fece sbarcare nel medesimo porto lo scorso 16 gennaio. A detta della questura, dalla Ocean Viking, tra le oltre 400 persone, vi sono 132 minori non accompagnati, 12 donne incinte e una ventina di famiglie. I paesi di provenienza sono il Marocco, la Guinea, il Burkina Faso, la Nigeria, il Mali, il Kenya e la Somalia. Verranno effettuate tutte le procedure utili alla identificazione degli sbarcati e i minori verranno condotti in strutture assistenziali di Taranto. E questa è la cronaca di una normale giornata da pazzi nelle mani del governo Conte bis, mentre adesso spettano le conclusioni.



Le quali saranno ridondanti, poiché lo spettacolino tetro del ceto Ztl che si innalza a difensore del povero africano vestito da rapper si ripropone con cadenza grottesca sia nelle tivù sia nelle nostre menti. D’altronde è dal 2011, sebbene con la parentesi del primo governo Conte, che la sinistra governa indisturbata senza per questo garantire un riscontro positivo in Italia. Fiancheggiati dagli agit prop, ossia gli elementi di propaganda del grande Partito Unico che da Potere al Popolo alle Sardine al Piddì raccoglie il meglio del Belpaese, risuona l’eco di una civiltà perduta che il governo giallofucsia vuol riscoprire a colpi di sbarchi e di falsa umanità.

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I confini, roba da razzisti

Le cose stanno così, l’ennesimo sbarco di oltre 400 clandestini (che non è una parolaccia, signora Lamorgese) ha il fine di insidiare il senso di sicurezza – che la solidità dei confini nazionali di norma garantisce – per far approdare questa nazione ad uno stato di confusione e di multietnicità cialtrona, secondo la quale l’invasore è il benvenuto e l’invaso rimane un becero razzista perché non ha ancora dato tutto sé stesso per la causa. E cosa manca, da dare? Il didietro, forse. La sacralità dei confini e la loro inviolabilità è già stata concessa alla marmaglia globalista e al suo disegno egemonico, per cui le famigerate colpe dell’Europa e dell’Occidente debbono essere pagate tramite la trasformazione di questi ultimi in una terra d’approdo per le masse del terzo mondo.

Prima il voto, poi gli sbarchi

L’aspetto più paradossale della faccenda è la totale mediocrità di una classe dirigente che si sente al sicuro dietro il cartello Ztl e dentro la sua auto elettrica, incapace dunque di prevedere che a breve sarà il suo campanello a suonare. Perché i 403 della Ocean Viking sono stati tenuti quattro giorni a mollo in mare senza nessuno abbaiasse contro la disumanità? Perché lo sbarco dell’immigrato clandestino afro-islamico è un atto squisitamente politico per il quale, con l’attuale governo tutte le Ong sono disponibili ad attendere in mare il proprio turno e nessuno lamenta nessun trattamento. Mentre se a governare è la destra ogni decisione sulla politica migratoria deve esser vestita con l’abito dell’impresentabilità che contraddistingue l’essere umano occidentale bianco. È una lotta politica bella e buona, contro lo Stato e contro la sua sovranità, all’insegna di una disfatta comune che fa tornare alla memoria il sogno di una Internazionale comunista che azzeri lingue, memorie, passato, cultura. Si travestono da moderati, eppure sono sempre i soliti. Che tragica fine, e che tragico inizio.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. ..hanno aspettato per evitare che lo sbarco influenzasse negativamente, per loro, le votazioni….semplice…Se le votazioni erano previste al 31 del mese, i clandestini sbarcavano a inizio nuovo mese…dopo, dopo le votazioni…

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