Roma, 7 mag – Il parlamento di Belfast al Sinn Fein. È la notizia storica che tiene banco dopo la tornata elettorale delle amministrative inglesi, che ha visto allo stesso tempo i Tory perdere 320 seggi e quello “feudo” di Westminster. Per la prima volta infatti, almeno dallo scorso secolo, il partito cattolico fedele alla riunificazione con Dublino dell’Ulster ha sorpassato e soverchiato il partito unionista (protestante) del Dup.

Sinn Féin alla guida di Belfast

A Londra i conservatori perdono ma se i Laburisti non sfondano, i Liberali sorprendono e il Sinn Fein rovescia il vecchio equilibrio. A scrutinio non ancora ultimato è la conferma delle previsioni per il rinnovo del Parlamento di Belfast il risultato destinato a scuotere più di tutti il Premier britannico Boris Johnson. Se infatti, per la prima volta nella sua storia ad avere la maggioranza nell’assemblea di Stormont (creata su misura per gli Unionisti) sarà proprio il partito avversario, quello che d’Irlanda del Nord è stato per anni lo spauracchio, significa che all’orizzonte si prefigurano nuove tensioni. Ancora peggio: gli Unionisti si rifiuteranno di far parte dì un esecutivo che ha come Primo Ministro il rappresentante nazionalista. Per Londra sciogliere il nodo del Protocollo Irlandese diventerà un’impresa ancora più difficile da oggi. Una seconda sorpresa delle elezioni in Ulster è il buon risultato dei centristi di Alliance che dimostra la volontà di una parte degli elettori dì smarcarsi una volta per tutte dalle feroci lotte intestine del passato.

Il resto delle amministrative

Il voto amministrativo in Inghilterra in generale, ma soprattutto in Scozia e Galles ha poi evidenziato la crisi in cui versa il partito Conservatore scosso da troppi scandali e profondamente diviso al proprio interno. A conteggi quasi chiusi i Tories, nella sola Inghilterra, avevano già perso 320 seggi, i Laburisti ne avevano guadagnati 49 e i LiberalDemocratici 183. Un risultato largamente previsto per i primi due ma decisamente inatteso per il terzo. Un Johnson affaticato ha ammesso che è stata una notte «dura» per i Conservatori, sebbene «il quadro generale sia costituito da risultati misti». Vero è che il Labour non ha ottenuto i successi sperati fuori Londra, laddove sperava di riparare almeno in parte al disastro delle precedenti elezioni. È riuscito però nell’intento dì strappare al partito di governo tre roccaforti storiche come Wandsworth, Barnet e Westminster. Municipi questi, da decenni in mano ai Conservatori, in cui il cambio di colore è sicuramente più legato agli scandali politici nazionali piuttosto che alle proposte innovative laburiste. Ma i Conservatori hanno perso brutalmente anche in Scozia, dove i Laburisti si sono affermati come secondo partito, dietro al solito Partito Nazionalista Scozzese guidato da Nicola Sturgeon e anche in Galles dove Plaid Cymru e Labour si sono divisi il successo. A fare il pieno di consiglieri sono invece stati quei LiberalDemocratici che sembravano scomparsi dal panorama politico e ai quali invece sembrano essersi rivolti gli elettori sentitisi traditi dai partiti di maggioranza e opposizione.

Nuove prospettive

Cosa c’è da aspettarsi ora? Sicuramente il rinnovarsi delle tensioni intestine alla Gran Bretagna, dai moti separatisti scozzesi alla possibile riunificazione nord-irlandese con Dublino, mai stata così possibile. Il tutto ovviamente sulla spinta data dalla Brexit. Vuoi vedere che questa Unione Europea potrebbe offrire un assist ad un evento storico come la riunificazione irlandese? Sognare non costa nulla. Il nazionalismo è ancora una chiave di lettura politica centrale del nostro tempo, a scanso di ciò che il politicamente corretto pensa di lui.

Sergio Filacchioni

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10 Commenti

  1. Unione Europea e America riuniranno l’Irlanda. Intanto gli inglesi si schiavizzano per l’America che piano piano gliela mette in quel posto. Che poi diciamola tutta, lo studente Erasmus se deve decidere tra Dublino e Belfast, sappiamo quale spunta per primo.. sush sush (..Belfast)

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