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inceptionRoma, 21 feb – Spiacenti per i romantici, ma i sogni sono questioni di chimica: un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, dell’IRCCS Santa Lucia e dell’Università de L’Aquila svela che più dell’inconscio può la dopamina. Grazie a una strategia innovativa che sfrutta l’elevata risoluzioni delle tecniche di neuroimmagine, i ricercatori hanno potuto misurare il comportamento “microstrutturale” di alcune aree del cervello, dimostrando che esiste una diretta implicazione del neurotrasmettitore dopamina negli aspetti salienti dell’esperienza onirica. Che il sogno sia bello o brutto, vivido o confuso, dipende quindi da meccanismi chimici.

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In particolare l’attenzione degli studiosi si è focalizzata sulle strutture cruciali del sistema dopaminergico di rinforzo e gratificazione cerebrale: la sostanza grigia della corteccia prefrontale mediale e l’amigdala. Per lo studio i ricercatori hanno scelto come modello di riferimento la malattia di Parkinson che è caratterizzata da una evidente carenza di dopamina. I ricercatori hanno così scoperto che, nei 27 pazienti parkinsoniani presi in esame, il diverso dosaggio dei farmaci dopaminergici era collegato alla vividezza dei loro sogni, ovvero il dettaglio visivo era proporzionale alla quantità di dopamina assunta. “Tra i prossimi passi – dichiara all’Ansa Luigi De Gennaro, professore di Psicobiologia de La Sapienza – capire quali sono le aree del cervello che generano i sogni e da che dipende la loro presenza o assenza e numerosità”.

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1 commento

  1. Per percepire i sogni, essendo prodotti dal e nel cervello, devono necessariamente attivarsi delle aree. Come dire, se manca l’adrenalina non saremmo mai svegli e pronti.

    Ciò non toglie che i sogni, come i pericoli, siano significativi, ovvero che prima ancora della espulsione di sostanze dal sistema endocrino, ci sia una coscienza aperta e ricettiva con la capacità di comprendere. Mens, ovvero Logos.

    Infatti, quello che viene descritto altro non è che un meccanismo elettrochimico, fatto di sostanze molecole e di onde che interagiscono tra loro. Prima ancora di questo, c’è una mente che lo sa e lo pensa. Se non lo pensassimo, non lo diremmo neppure. Meccanismo è un significato acquisito e creduto. Ciò non toglie che certe cose avvengano, semplicemente non creano le implicazioni gnoseologiche.

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