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Roma, 1 dic – Quindici anni fa non sapeva dove sbattere la testa. Separata e con 4 figlie, Sonia Bruschini decide così di occupare un locale vuoto dell’Enasarco, l’ex ente previdenziale con un immenso patrimonio immobiliare. Poco più di uno sgabuzzino, 35 metri quadri arredati come ha potuto, dove ha cresciuto le sue figlie tra mille difficoltà. Precaria e impiegata in una cooperativa di pulizie, guadagna 500 euro al mese.

Soldi che non le bastano per un affitto ma nemmeno per accedere alla casa popolare. Secondo il Comune di Roma non ne ha diritto e le sono stati riconosciuti solo 9 punti, meno dei 10 necessari per avere qualche speranza di ottenere un alloggio. “Tanto la casa la danno solo agli altri”, dice sconsolata facendo riferimento alle graduatorie dove in cima spesso figurano cittadini stranieri. 

Dopo vari interventi dell’ufficiale giudiziario il suo sfratto è diventato esecutivo. Una volta messa in mezzo ad una strada non avrà un posto dove andare, dal Comune di Roma non è arrivato nessuna offerta di aiuto. Proprio da quell’amministrazione che alcuni giorni fa, tramite l’assessore Laura Baldassarre, ha lanciato la proposta di offrire mille euro al mese a quelle famiglie che ospitano un immigrato. 

Ad offrirgli assistenza legale e supporto c’è CasaPound. Il candidato presidente alla Regione Lazio, Mauro Antonini, è originario dello stesso quartiere di Sonia, Casalbertone, è sulla vicenda è intervenuto direttamente, assicurando di “restare a fianco di Sonia e della sua famiglia e di non permettere che venga sbattuta in mezzo ad una strada senza che prima non venga trovata una soluzione adeguata”.





Davide Romano

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