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Roma, 1 dic – L’Italia è sempre più vecchia e arrabbiata. Questo è quanto emerge dal rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese. E se anche ci sono i primi segnali di ripresa, con l’economia che torna a crescere, la popolazione è sfiduciata, soprattutto nei confronti del governo, delle istituzioni e della Pubblica Amministrazione, giudicata in maniera positiva da u misero 6% di italiani. Inoltre il blocco della mobilità sociale crea un forte disagio perché la ripresa dell’economia non ha spartito il suo dividendo.



“La società appare sconnessa, disintermediata, a scarsa capacità di interazione, a granuli via via più fini” scrivono gli analisti del Censis. E ancora: “La ripresa registrata in questi ultimi mesi sembra indicare, più che l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo, il completamento del precedente“. Non c’è molto da stare allegri.

Anche se quasi otto italiani su dieci si ritengono soddisfatti della loro vita, quello che viene definito il nuovo “fantasma sociale” è la paura del declassamento, che viene vista come concreta da una larga fetta di popolazione. E la stragrande maggioranza degli italiani ritiene che sia se non impossibile molto difficile salire nella scala sociale. Lo pensano l’87,3% degli appartenenti al ceto popolare, l’83,5% del ceto medio e il 71,4% del ceto benestante. Tutto questo genera rabbia e rancore.

Dal Rapporto Censis emerge anche che la povertà assoluta sia aumentata, e che l’Italia è un Paese sempre più vecchio, con il 22,3% di persone sopra i 64 anni. In totale ci sono 1,6 milioni di famiglie in una situazione di povertà assoluta, il 96,7% in più rispetto al periodo pre-crisi. Gli individui che si trovano in questa situazione sono 4,7 milioni, il 165% in più rispetto al 2007, affermano i dati del Censis. Una situazione aggravata anche dalla forte presenza sul territorio italiano di immigrati poveri e poco qualificati. Ne abbiamo il tasso più alto di tutta l’Europa. In Europa il 28,5% degli immigrati, con punte del 50,6% nel Regno Unito e del 58,5% in Irlanda, ha un’istruzione terziaria. In Italia solo il 14,7%.

Anna Pedri

 

 



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3 Commenti

  1. Non credo ci si possa meravigliare. Chi ci governa ha contribuito a far crescere il malcontento popolare, soprattutto la sinistra liberale.

  2. Vecchi, sì, sempre più vecchi, io ho 52 anni e nel mio palazzo in quindici anni di bambini italiani ne sono nati tre (invece di africani ne sono nati quattro e tutti nella stessa famiglia), e arrabbiati, sì, sempre più arrabbiati, anzi, incazzati neri.

  3. Quando l’essere arrabbiati sarà seguito dalla mancanza di sostegno economico arriveranno i volatili. Credo sia solo questione di poco.

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