Roma, 10 mag – Putin annuncerà la guerra totale, massicci bombardamenti russi, cataclismi incalcolabili, tutti impauriti del 9 maggio russo nel contesto della guerra in Ucraina. Dal canto nostro, ci eravamo semplicemente limitati a osservare dubbiosi le paranoie di questa follia: e avevamo ragione a farlo.

Il 9 maggio catastrofico e il mainstream che gode a rimediare figuracce

Per carità, nessuno prevede il futuro, e anche noi eravamo stati cauti a riguardo. Ma pare proprio che, tra una demonizzazione, una reductio ad hitlerum a caso e quant’altro, la stampa mainstream occidentale quasi ci goda a rimediare figuracce. Perché insistere tanto con una previsione catastrofica se pochi giorni dopo c’è la concreta possibilità che venga smentita, addirittura con il massimo leader russo che invoca – guarda un po’ che strano – alla pace e scongiura una guerra totale che “sarebbe una tragedia per tutti”? La raccolta dei deliranti titoloni della stampa nostrana, messa anche in evidenza su La Verità, testimonia quanto l’incapacità di analisi di molti colleghi ben si sposi anche con la loro assenza totale di furbizia dialettica.

9 maggio mainstream italiano

Avvenire e Corriere della Sera particolarmente ispirati in questa corsa verso l’idiozia, con gli altri, forse solo esageramente paranoici. Fornendo per di più un assist clamoroso al Cremlino in termini di comunicazione: per quale motivo da Mosca averebbero dovuto assecondare simili deliri? Ma va bene così.

La vittoria russa del 1945 è sempre la nostra sconfitta

E andrebbe ricordato. Se per i russi è sacrosanto festeggiare quello che fu un loro trionfo, per noi quella data non può che essere ricordata con estremo fastidio e tristezza, come una tragedia, dal momento che rappresenta una delle componenti più importanti di una disfatta, quella nella seconda guerra mondiale, che ha portato la Nazione italiana a perdere definitivamente la propria indipendenza (fino a nuovi e attualmente improbabili sconvolgimenti, almeno).

Preoccupiamoci di più di noi stessi, e del fatto che continuiamo ad osannare quella tragedia dimenticandoci di quella Vittoria del 1918 che ci consegnò l’Italia, la nostra Patria, nella sua forma moderna.

Stelio Fergola

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