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Usura, una piaga sociale da 82 miliardi l’anno

by Filippo Burla
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usura strozzinoRoma, 8 set – Oltre tre milioni di famiglie colpite, principalmente al Sud ma in rapida espansione in molte altre zone d’Italia, per un “giro d’affari” che supera gli 80 miliardi l’anno. Sono i numeri della piaga dell’usura nella fotografia scattata dall’Eurispes, che traccia un quadro desolante e, se possibile, in continuo peggioramento stanti i quasi dieci anni di crisi della quale non si intravede ancora l’uscita.

I dati dello studio sono relativi al 2015 e parlano di 37,25 miliardi prestati ad usura, che hanno fruttato agli strozzini qualcosa come 45 miliardi di interessi: fanno, in media, un tasso che veleggia attorno al 120%. Questi numeri, specifica l’Eurispes, sono peraltro calcolati al ribasso data la natura sommersa – e che emerge solo a seguito di inchieste specifiche – del fenomeno. Il quale potrebbe dunque avere dimensioni ben più rilevanti. Geograficamente, fra i territori più colpiti spiccano Calabria e Sicilia, anche se la provincia più a rischio è, non senza sorprese, quella di Parma. Non solo il meridione dunque, che mantiene comunque il primato nazionale, ma continua espansione, non più a macchia di leopardo. Sia pur staccate rispetto ad altre, nella poco invidiabile classifica entrano anche Aosta e Imperia, con Biella a breve distanza.

Fra coloro che finiscono nelle maglie dell’usura, secondo l’Eurispes rientrano almeno il 12% delle famiglie italiane, seguite a ruota da aziende agricole e commercianti (il 10% del totale). Pesa soprattutto la stretta del credito operata dal sistema bancario, alle prese con i propri problemi strutturali, che certo non aiuta a ridurre il numero di chi si rivolge ai prestatori non autorizzati. Ma chi è l’usuraio? “Le organizzazioni criminali hanno ben compreso che l’usura rappresenta un metodo di straordinaria efficacia: da un lato per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, dall’altro per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti. Tutto questo con rischi più contenuti rispetto a quelli connessi ad altre attività illecite come ad esempio il traffico di stupefacenti”, spiega Gian Maria Fara, presidente dell’istituto. Il quale però sottolinea come non solo la criminalità organizzata sia titolare del settore: “La figura dell’usuraio non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma presente anche tra gli insospettabili: negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi. Ed è nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto“.

Filippo Burla

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