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MertensNapoli, 19 dic – La scorsa estate Napoli viene gelata dal “tradimento” calcistico di Higuain che lascia i napoletani in preda a sgomento, rabbia e delusione, soprattutto per il fatto che l’attaccante argentino ha deciso di trasferirsi all’eterna rivale bianconera: la Juve. Per sostituirlo si compra il giovane polacco Milik che inizia subito con il piede giusto segnando a raffica, ma il destino gli riserva un brutto scherzo sotto forma del più classico degli infortuni: la rottura del crociato.

Qui entrano in gioco due nuovi protagonisti: uno è l’allenatore Sarri, figlio della provincia italiana e della lunga gavetta nelle serie minori, l’altro è il belga Mertens, di cui abbiamo già scritto su queste colonne. Via Higuian, e con Milik infortunato, i dubbi sul Napoli e sulle sue capacità di competere per il campionato iniziano a circolare intensamente nell’ambiente calcistico italiano. A due giornate dalla fine del girone di andata, invece, il Napoli ha il migliore attacco della Serie A e non solo.

Giù il cappello a Sarri per la sua umiltà che porta il Napoli a esprimere un calcio tecnico e spettacolare, così come spettacolare è stato il quarto gol di Mertens. Non contento dell’ennesima tripletta, infatti, il piccolo attaccante belga si presenta in area di rigore, salta due giocatori del Torino e disegna un pallonetto che mette il sigillo sul match contro i granata.

I due protagonisti di questo fantastico Napoli, con tutto il rispetto per il resto della rosa azzurra, in fin dei conti, sono molto simili e diversi allo stesso tempo: uno italiano e l’altro belga, uno degli ultimi europei nella nazionale belga eppure accomunati dall’umiltà e dal sacrificio.

Non ce ne vogliano i tifosi bianconeri, ma in un campionato praticamente chiuso (forse) sabato sera proprio dal bel gol di Higuain che ha deciso Juve-Roma l’unica novità di questo torneo è proprio il calcio spettacolare proposto da mister Sarri e dipinto, olio su tela come i suoi antenati illustri, dal fenomeno Dries Mertens.

Giacomo Bianchini