Il Primato Nazionale mensile in edicola

Verona, 7 ott – Il tema della libertà è una cosa seria. E la libertà è cosa diversa dal diritto. “Non una di meno” e le sigle che raccolgono le sessantottine isteriche, invece è fuffa, e la stessa cosa vale per le loro piccole indignazioni morali. Non sanno far altro: ad esempio non riescono a rimanere incinte, ammettendo che il ruolo della donna nel mondo consiste anche in questo. Sanno sventolare slogan vuoti che fanno perdere il senso della vita e della loro vita. Ma che cazzo, non venitemi a dire che il pugno chiuso in alto di Asia Argento abbia una qualsiasi valenza minima, piccola, neanche insignificante. È un insulto al buon gusto e all’intelligenza comune, lei che ha la faccia tosta di affermare d’essersi sentita usata dal diciassettenne Bennet. Roba che, se fossi suo padre, sarebbe da pedate nel didietro. Ma non divaghiamo.

Tuonano dalla Repubblica e dalle altre colonne impegnate (a questo giro vi rientra anche il Fatto purtroppo Quotidiano) contro il consiglio comunale di Verona che ha approvato una mozione che dichiara Verona “città a favore della vita”, sostenendo concretamente associazioni anche cattoliche che si prodigano per dare alle donne in procinto di abortire una soluzione altra. Il che non significa che a Verona non si potrà più abortire, ma che vi saranno associazioni impegnate nella diffusione dell’altra ipotesi: portare avanti la gravidanza e assumersi le proprie responsabilità. Chiaramente tutto questo lede i diritti di alcuni, e se questi alcuni si sono auto-etichettati come “minoranza” la questione diviene vitale e fondamentale. Se poi la capogruppo del Pd, Carla Padovani, vota a favore della mozione sottoscritta dal sindaco leghista, il tradimento si è palesato in tutta la sua stazza.

Siccome le attiviste di “Non una di meno” hanno troppo tempo libero, il che significa che fanno pochi figli, hanno imbastito un teatrino assistendo ad un consiglio comunale vestendosi come nella serie tv Handmaid’s Tale, che racconta di una società governata da estremisti religiosi che obbligano le donne a figliare anche tramite la pratica dello stupro. L’unica cosa che viene costantemente stuprata, in realtà, e la nostra pazienza, ma non grideremo allo scandalo.

Gridano invece loro che “Verona è contro l’aborto”, come se fosse un dramma, come se non esistesse quella roba chiamata obiezione di coscienza, e se riguarda i medici figuriamoci se non può riguardare dei politici che hanno il potere di finanziare o meno le associazioni che vogliono evitare che ai sei miliardi di aborti avvenuti sino ad oggi se ne sommino altri. Non una di meno si batte per i diritti ma non per le libertà, perché la loro vera natura è talebana e violenta, libertaria con sé stessa ma ghigliottinatrice con gli altri. Non sapendo elaborare un pensiero che vada oltre quello ruggente e sessantottino, esse si abbarbicano sulle loro posizioni domestiche senza porsi la domanda su quanto sia idiota darsi un nome che combatte la violenza sulle donne ma che impedisce di chiedersi se quel feto meriti considerazione, finanche di venire alla luce con la possibilità di crescere e di vivere.

Lorenzo Zuppini

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. E un concetto chiaro come il sole. Tanto chiaro da illuminare a giorno anche le menti più ottenebrate: se sono contro a chi è a favore della vita, significa che sono a favore della morte… Sempre e comunque..!… La morte del proprio Paese e della propria gente!… Sono le stesse che si indignano per l’Italia dei porti chiusi!… Aprirli significa: MORTE!… Per noi!… Prima o poi…..

  2. I sinistroidi sono favorevoli all’aborto delle donne italiane ed europee in generale, ma non per quelle africane subsahariane che in media fanno più di 5-6 figli.

  3. Bella definizione quella di talebane femministe, le quali prendendo in giro qualcun’altro non si sono nemmeno rese conto di dare una calzante immagine di se stesse in quel preciso momento.
    Ottimo poi il compendio di Commodo: basta poco per capire da che parte stanno..
    Più che soggetti del nostro tempo queste zitelle inviperite mi sembrano balzate fuori direttamente da qualche mitologia arcaica!

  4. Grotteschi arnesi, ferraglia pseudo femminile, sinistre parassite nullafacenti……..la loro ignobile esistenza ed i loro deliri pro negroidi, islamici e sodomiti sono finiti nella valigia insieme alle carni lacerate della povera Pamela………ovviamente nessuna protesta contro la mafia negroide assassina e bastarda. Auguri.

Commenta