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Roma, 7 ott – Le guardie variaghe erano, durante il XVI secolo, un corpo di difesa che gli imperatori bizantini avevano assoldato come guardie del corpo. Perché proprio i vichinghi ? I norreni erano personaggi che vivevano per tre cose: per esplorare, per saccheggiare, per arricchirsi. Erano, tra l’altro, gente possente e abituata alla guerra. Un pensiero simile lo fece anche Giuseppe Perrucchetti, nel 1872, quando ritenne necessario, per difendere le Alpi, arruolare “gente di montagna” che fosse abbastanza selvaggia e temprata al clima da poter combattere al meglio delle proprie possibilità.
IL PATRIOTA
Giuseppe Perrucchetti nacque a Cassano d’Adda il 13 luglio 1839 ma, ben presto, scappò dalla Lombardia, provincia dell’Impero Austro-Ungarico, per potersi arruolare volontario tra le truppe sabaude a Torino nel 1859. Nello stesso anno lo si trova impegnato nella seconda guerra d’indipendenza italiana e, l’8 giugno seguente, entrò a Milano occupata dal Regno di Sardegna. All’inizio di marzo del 1861 divenne sottotenente del 24° Reggimento di Fanteria a Cesena. Il soldato lombardo partecipò anche alla fallimentare Battaglia di Custoza dopo della quale venne decorato con una medaglia d’argento al valor militare con su inciso: “Pel molto coraggio e per l’intelligente iniziativa con cui esponendosi senza riguardo al fuoco, secondava il Capo di Stato maggiore sul campo di battaglia e riuniva ed incoraggiava i soldati in vari attacchi”. Contemporaneamente alla medaglia, Perrucchetti venne promosso al grado di capitano.
IL FONDATORE
Nel 1872, Giuseppe Perrucchetti pubblicò un articolo sulla “Rivista militare italiana” intitolato “Considerazioni su la difesa di alcuni valichi alpini e proposta di un ordinamento militare territoriale della zona alpina”. In pratica, le montagne del nord Italia sono già di per se un naturale sbarramento dalle invasioni provenienti dalla mitteleuropa. I soldati reclutati per combattere tra gli Alpini dovevano venir scelti tra i più robusti abitanti delle zone montane, avvezzi al clima arduo e alla strenua vita di montagna. Dovevano, inoltre, saper resistere alle lunghe veglie, alle marce chilometriche e al trasporto di materiali pesanti lungo il pendio dei monti. Il titolo di fondatore degli Alpini, però, è stato diviso, ed in parte oscurato, dal riformatore militare e generale Cesare Ricotti – Magnani.
Nel 1885, frequentò la scuola di guerra di Torino per poi svolgere diverse mansioni, tra cui quella di precettore al duca Emanuele Filiberto di Savoia. Due anni dopo, l’eroe di guerra venne promosso al grado di colonnello, successivamente aiutante di campo onorario ed, infine, tenente colonnello. Divenuto, ormai, troppo anziano per ricoprire ancora compiti militari, Giuseppe Perrucchetti venne collocato a riposo nel 1916.
Il “padre degli Alpini” morì a Cuorgnè il 5 ottobre dello stesso anno. A lui è intitolata la più alta cima delle montagne lombarde, Punta Perrucchetti.
Tommaso Lunardi

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