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Milano, 6 giu – È stato condannato l’uomo del Bangladesh che a Milano voleva far sposare la figlia di 9 anni con un cugino di 22. Il matrimonio era già stato combinato, ma la madre della piccola ha mandato tutto all’aria, strappando il passaporto della figlia e del marito e denunciando l’uomo. Per lui il Tribunale di Milano ha deciso una pena detentiva di 3 anni e 9 mesi, e un risarcimento provvisionale di 25mila euro per la mamma e 15mila euro per la bambina. A suo carico l’accusa di maltrattamenti e lesioni.
La vicenda della piccola ha fatto tornare alla luce il fenomeno delle cosiddette spose bambine, che nel mondo si stima siano 60 milioni. Niger, Repubblica Centroafricana, Chad e Bangladesh come luoghi in cui le percentuali raggiungono anche picchi del 76%. L’immigrazione fa il resto ed esporta il fenomeno nei Paesi in cui i cittadini di questi Paesi scelgono di vivere, Italia inclusa. Mancano dati certi, dal momento che il fenomeno rimane sommerso, ma nel nostro Paese che si pensa riguardi più di 100 bambine ogni anno. Ragazzine, per lo più figlie di rifugiati, che diventano oggetto di veri e propri contratti matrimoniali combinati dalle famiglie di origine. Le più giovani hanno 5 anni.
Nel caso di Milano, mamma e figlia a fine 2016 erano state fatte venire in Italia dall’uomo e da allora vivevano segregate in casa. La bambina non poteva andare a scuola e per lei l’unica lettura ammessa era il Corano. Se le due trasgredivano erano botte, minacce, vessazioni con digiuni forzati anche di 24 ore. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione dell’uomo di combinare il matrimonio della figlia di soli nove anni. Il giorno prima della partenza della piccola per il Bangladesh la sua mamma ha preso coraggio e ha strappato i passaporti. Dopo la denuncia per maltrattamenti madre e figlia sono andate a vivere in una comunità protetta, seguite dai servizi sociali. L’uomo è stato intervistato dal Tg3 e ha respinto ogni accusa, affermando che la moglie “ha sempre detto bugie” e annunciando ricorso.
Anna Pedri

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