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Roma, 3 mar – Dall’8 marzo test rapidi per «chi entra in Sardegna». Lo ha annunciato oggi il presidente della Regione, Christian Solinas, aggiungendo che «per difendere la salute pubblica chiederemo qualche minuto a chi sbarca per sottoporsi a un test rapido. Se il risultato è negativo si accede tranquillamente, in caso di positività scattano i protocolli previsti».

Solinas: test rapidi per chi entra in Sardegna

Sulla necessità di effettuare test per tutti coloro che vogliono fare il proprio ingresso nella Regione, Solinas si pronuncia da giorni. «La Sardegna l’estate scorsa ha pagato un prezzo pesantissimo, ci è stato riportato il virus sull’isola. Ecco perché il vero tema adesso saranno i controlli da un lato e il senso civico delle persone dall’altro». Così aveva specificato al Caffe della domenica su Radio24: «Abbiamo adottato un’ordinanza specifica che prevede l’impiego di personale regionale per effettuare test antigenici o tamponi alle persone in arrivo nei prossimi giorni sia nei porti che in aeroporti». Sono benvenuti i turisti, quindi, nella prima Regione bianca d’Italia, ma «chiediamo solo nel loro interesse di arrivare con un test già eseguito o qualora non lo avessero, di dedicarci qualche minuto all’arrivo per eseguirlo».

Inizia la sfida dei controlli sanitari

E’ iniziata da lunedì la corsa all’allestimento dei controlli sanitari nei porti e negli aeroporti dell’isola. La sfida è essere pronti entro una settimana dal passaggio della Sardegna dalla zona gialla a quella bianca. «Utilizzeremo i tamponi antigenici e molecolari sui passeggeri che arriveranno nei porti e negli aeroporti sardi – ha spiegato il commissario di Ares-Ats, Massimo Temussi –. L’obiettivo è evitare un innalzamento dell’indice Rt in tutta la Regione. Sappiamo che la variante inglese è sbarcata nell’isola attraverso passeggeri arrivati dal Libano e dell’Albania, e non abbiamo intenzione di abbassare la guardia».

Un’impresa non facile. «Faremo di tutto per fare in modo che entro la prossima settimana i controlli sanitari siano operativi in ognuno degli scali sardi». L’operazione impegnerà più di duemila tra medici ed infermieri. «Abbiamo un problema con il personale – conferma Temussi – ma sono convinto che tutto possa risolversi nonostante la concomitanza con altri impegni».

Cristina Gauri

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