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Agrigento, 7 ott – Continuano le fughe e le rivolte nei centri di accoglienza dell’agrigentino. Dopo la serie di evasioni dal Villa Silkania (con agenti feriti e un immigrato morto mentre fuggiva) che nelle settimane scorse hanno segnato impietosamente le cronache cittadine è il turno del Villaggio Mosé, nella struttura «La mano di Francesco».

E’ accaduto ieri sera verso le 23, quando un gruppo di 65 immigrati ospiti del centro hanno scatenato il finimondo dando fuoco a materassi, lanciando estintori pezzi di finestre infrante, pietre e ogni tipo di oggetto disponibile. Bersaglio della furia degli stranieri gli agenti di polizia deputati alla sorveglianza della struttura, che si sono visti arrivare addosso una scarica infernale di masserizie. A dare il via alla rivolta un gruppo di tunisini insofferenti alla misura della quarantena contro la diffusione del coronavirus.

Il rogo

E proprio stamattina è diventato virale un video, inizialmente proposto da Il Giornale in esclusiva, della fase più infuocata – è proprio il caso di dirlo – della rivolta: da un ingresso secondario si vedono divampare altissime fiamme provocate da materassi incendiati che bloccano l’accesso alla struttura, mentre dall’alto gli immigrati continuano ad alimentare il rigo fino al lancio di un materasso incendiato contro gli agenti appostati davanti al centro. Il bilancio finale ha visto il ferimento di tre agenti del reparto mobile di Palermo. Per due di loro la prognosi è di cinque giorni per le ferite riportate.

Accoltellamento con fuga

La struttura in questione non è nuova ad episodi sediziosi finiti nel sangue: nei giorni scorsi, in seguito ad una furente lite avvenuta per futili motivi un tunisino di 35 anni avrebbe accoltellato un 30enne originario del Bangladesh. La vittima è stata quindi trasportata dai sanitari del 118 in codice rosso presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove, dopo aver ricevuto 40 punti di sutura, sarebbe riuscito a scappare facendo perdere le proprie tracce.

Cristina Gauri

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