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Udine, 8 mar – Nonostante fosse destinatario di un provvedimento di espulsione dall’Italia e del divieto di dimora ad Udine, un immigrato algerino è stato sorpreso a spacciare droga nei pressi dell’autostazione nella città friulana.



Alla vista degli agenti di polizia, intenti a svolgere controlli finalizzati al contrasto dell’immigrazione clandestina, l’uomo, che si trovava in compagnia di un altro cittadino extracomunitario, ha lasciato cadere a terra un piccolo involucro contenente mezzo grammo di sostanze stupefacenti prima di essere fermato e condotto in Questura. Non senza problemi, vista la resistenza opposta dall’algerino che più volte ha cercato di divincolarsi per scappare.

Doveva essere espulso

In seguito ai controlli identificativi effettuati in Questura è emerso che il 29enne algerino Z.M., senza fissa dimora, risultava destinatario di un provvedimento di espulsione in quanto immigrato clandestino. Il 24 febbraio scorso aveva ricevuto dal Questore di Udine l’ordine di abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni. A suo carico gravava anche una misura cautelare di divieto di dimora ad Udine e la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune emessa sempre dal Questore.

L’algerino cerca di mangiarsi una sedia 

All’interno degli uffici della Questura, l’algerino in preda ad un raptus autolesionistico danneggiava una sedia e tentava di mangiarne un pezzo. Veniva però fermato dall’intervento di due agenti che riuscivano a immobilizzarlo. Successivamente l’uomo tornava ad opporre resistenza verso i poliziotti, sbracciando, dimenandosi e cercando più volte di colpirli. Scattava così l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e condotto in carcere. Sarà inoltre anche deferito all’autorità giudiziaria competente per inottemperanza all’ordine del Questore di lasciare lo Stato, inosservanza del divieto di ritorno in Udine e detenzione illecita di sostanza stupefacente.

La cosiddetta ‘Rotta Balcanica’ sta rapidamente accentuando le problematiche legate all’immigrazione nella regione del Friuli Venezia Giulia. Nei giorni scorsi a Trieste la polizia ha effettuato perquisizioni e sequestri in una vasta indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che vede sotto accusa le Ong pro-accoglienza ‘Linea d’Ombra’ e ‘ICS’.

Lorenzo Berti



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