Roma, 9 ott – Alice Brignoli, italiana convertita al jihadismo e tristemente conosciuta come “mamma Isis”, partì per la Siria nel 2015 con l’obiettivo di unirsi ai fanatici tagliagole del sedicente “Califfato”. Un viaggio verso l’orrore insieme al marito Mohamed Koraichi e ai tre figli di 11, 9 e 7 anni. Adesso, la 42enne di Bulciago (provincia di Lecco), stando a quanto riportato da Il Giorno, si trova in un campo profughi gestito dalla Mezzaluna Rossa al confine con la Turchia (proprio nella zona in cui la Turchia ha iniziato oggi l’attacco contro i curdi). Sarebbe inoltre diventata madre per la quarta volta e ora vorrebbe tornare in Italia.


Lo avrebbe chiesto esplicitamente tramite una Ong italiana, ma evidentemente le procedure per il rimpatrio non sono affatto facili. “Per favore aiutatemi, riportatemi a casa mia, voglio tornare in Italia con i miei bambini”, avrebbe scritto la donna in un appello affidato all’organizzazione non governativa. Proprio gli operatori di questa Ong avrebbero allora avvertito la madre di “mamma Isis”, Fabienne Schirru, che vive a Inverigo, nel lecchese, e che denunciò quattro anni fa la scomparsa della figlia avvisando le forze dell’ordine.

Mandato di cattura internazionale

Mentre il marito Mohamed Koraichi, all’epoca 31enne, è scomparso e secondo gli agenti dell’antiterrorismo è morto in combattimento o sotto le bombe di un raid aereo, i figli della Brignoli sarebbero tutti con lei nel campo profughi. Secondo Il Giorno, l’intelligence italiana e i funzionari della Farnesina si starebbero occupando del caso, ma il rimpatrio non è affatto scontato, anzi. In primo luogo servirebbe avere la certezza che si tratti sul serio di Alice Brignoli, dunque una cittadina italiana, e poi con tutta evidenza vi è una questione di sicurezza: su “mamma Isis” pende infatti un mandato di cattura internazionale e dunque dovrebbe essere subito arrestata.

Alessandro Della Guglia

6 Commenti

  1. Non bi – so – gna – aver – pietà! – Per – chi – a – do – ra – GRULLHALLAH! – grulla! – NEGRO! – grulla! – grulla! – la – FATTRICE – e’ – anch – è – CITRULLA!…..

  2. Che crepi lei e anche i suoi figli.
    Ci manca solo che ci riprendiamo i terroristi che ( purtroppo ) non sono morti durante la disfatta dello stato islamico.
    Quanto ai “poveri bambini” io ho visto con i miei occhi un bambino dell’isis di 9 anni, uccidere con una pistola uno ad uno i prigionieri iracheni catturati e legati a terra.
    Una scena che non dimenticherò mai.
    Cosi vengono cresciuti anche i bambini da quelle parti, se avessero vinto loro non avrebbero avuto alcuna pietà di nessuno.
    Spero che crepino tutti nei bombardamenti, come le bestie che sono.

  3. In un paese ” Normale ” per tornare dovrebbe: 1) fare pubblica ammenda e firmare un trattato dove dichiara di abiurare la fede islamica; 2) essere usata come testimonial in trasmissioni televisive e pubblici incontri, dove racconta la sua esperienza nel ventre della follia islamica, screditando chiunque creda ancora nelle idiozie coraniche; 3) essere seguita costantemente dalle pubbliche istituzioni, per evitare che i 4 figli possano subire un qualsiasi condizionamento di stampo religioso islamico, quindi, mandare i pargoli in scuole cristiane. Purtroppo, qui, in mano ai dementi di sinistra, rischiamo di averla tra i piedi, a carico della collettività, con vitto e alloggio garantiti e anche un bel reddito di cittadinanza a corredo. Ovviamente, con la possibilità di propagandare liberamente le sue idee, magari scrivendo un libro, e con la certezza di essere ospitata dal Corrado Augias di turno, che non mancherà di magnificare coraggio e abnegazione alla causa Jihadista.

  4. Ma no, che la si accolga immediatamente e nel frattempo ci si dia da fare per garantirle il reddito di cittadinanza, inclusione e quant’altro. E poffarbacco!

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