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Roma, 13 gen – Gli antifascisti hanno deciso di insultare Giampaolo Pansa il giorno dopo la sua morte. L’oltraggio nei confronti del giornalista, reo di aver intaccato il “mito” della resistenza raccontando i crimini dei partigiani a guerra finita, arriva direttamente dal collettivo Militant, gli stessi che nel 2006 lo contestarono duramente a Reggio Emilia rivendicando negli anni quell’azione violenta. In un editoriale comparso sul loro sito, dall’eloquente titolo “Ciao Giampi…no R.I.P.”, lo hanno accusato di essere stato “un revisionista della peggior specie, uno che si è reso protagonista consapevole dell’attacco alla storia dei comunisti e della lotta di classe di questo paese, e che lo ha fatto perchè prezzolato, per il proprio tornaconto personale, vendendo il suo pedigree di giornalista e storico “di sinistra” che finalmente rompeva il silenzio per dire “la verità””.

“Il sole splende alto per i comunisti”

Per i compagni di Militant oggi la notizia della morte di Pansa va in qualche modo festeggiata. “Noi, dal canto nostro, non ci uniamo al coro nè tantomeno, come talvolta si usa in questi casi, sentiamo il bisogno di rendere l’onore delle armi al nemico caduto, anzi, oggi per i comunisti è un giorno un po’ meno di merda del solito e forse non a caso il sole splende alto“. Non mancano poi i passaggi autoreferenziali e autocelebrativi da parte dei compagni di Militant, ancora orgogliosi della contestazione del 2006. “Quindi oggi il nostro ricordo non può che andare al 16 ottobre di quattordici anni fa, quando partimmo da Roma per andare a contestarlo e a dirgli che quella storia che lui avrebbe voluto macchiare noi invece ce la rivendicavamo tutta, in ogni suo aspetto, in ogni sua contraddizione”.

“Ciao Giampi…No R.I.P.”

Militant si ascrive il merito di aver trasformato Pansa da storico “super partes” a storico “della destra”. “Uno dei piccoli meriti che ci possiamo riconoscere come collettivo fu proprio quello di essere riusciti, con quell’azione, a infrangere l’immagine di Pansa come “storico super partes” riportando la questione dell’uso della memoria sul piano dello scontro politico. Da quel giorno Pansa divenne di fatto lo “storico” della destra e questa cosa probabilmente non ce l’ha mai perdonata, visto che in ogni libro che ha scritto dopo “Il sangue dei Vinti” non ha perso occasione per ricordare e condannare la nostra contestazione. Per quello che vale siamo felici di essere stati la tua ossessione, “ciao” Giampi… No R.I.P.”.

Questo è l’oltraggio degli antifascisti militanti nei confronti di Giampaolo Pansa il giorno dopo della sua morte. Siamo certi che questo clamoroso caso di odio, questo “hate speech” nei confronti di un decano del giornalismo italiano, non mobiliterà le coscienze dei guardiani del politicamente corretto. Aspettiamo con ansia gli editoriali dei vari Berizzi, Murgia e Saviano di condanna per l’oltraggio a Pansa. Consci che non arriveranno mai.

Davide Di Stefano

5 Commenti

  1. Pansa non è Pisanò. E’ stato un buon giornalista, quasi scrittore che doveva sbarcare secondo le Sue capacità il lunario alla faccia di tutti e di tutto. Come tanti del resto…, salvo antifascisti mantenuti vergognosamente a vita!

  2. “MILITANT” ???
    ma parlano come Cattivik senza vocale finale ?

    mai i pelosi sono stati tanto ridicoli e grotteschi così come negli ultimi anni.

  3. Che triste destino, compagni… Una volta sparavate pallottole, sia pure alle spalle; oggi riuscite soltanto a sparare cazzate, oltretutto ai danni dei morti.
    Sembra proprio che l’oltraggio postumo vi appassioni: del resto, come potrebbe non essere così? Agendo in questo modo, provate la gioia infantile di violare uno dei tabù – quello della morte, il più oscuro di tutti – che le vostre famiglie di provenienza (borghesi e perbeniste) vi hanno trasmesso.
    Quando ero giovane io, le zecche erano più cattive, ma qualche volta anche rispettabili. Oggi invece fanno solo pena.

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