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Roma, 13 gen – Occhi puntati sulla Consulta, che mercoledì pomeriggio si pronuncerà sull’ammissibilità del referendum sull’attuale legge elettorale (sistema misto per due terzi proporzionale) con cui siamo andati a votare nel 2018. Com’è noto, il referendum è stato chiesto da otto Regioni guidate dal centrodestra su forte richiesta della Lega. Obiettivo è bloccare eventuali nuove leggi elettorali elaborate dall’esecutivo giallofucsia per continuare a governare senza i numeri per farlo. “Sosteniamo il Mattarellum, legge elettorale già sperimentata, efficace, garanzia di stabilità e serietà. Niente passi indietro di trent’anni col proporzionale che resuscita venti partiti e partitini“. Taglia corto il leader della Lega Matteo Salvini. In chiave anti giallofucsia, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni rilancia il centrodestra unito e coeso per il sistema maggioritario. “Riproporre il proporzionale è scandaloso, ma d’altra parte se uno come Franceschini rivendica la volontà di ‘fare i governi in Parlamento’, è chiaro che sono pronti a tutto. Vorrebbero una eterna ingovernabilità per poter essere sempre al centro di tutto, contro la volontà dei cittadini. Ora mi aspetto che il centrodestra non si presenti in ordine sparso, ma con una proposta unitaria per un sistema con meccanismo maggioritario che dia a chi vince la possibilità di governare. E spero che il capo dello Stato dica per una volta a questi signori che non può sempre e solo prevalere l’interesse di partito su quello degli italiani“.

Meloni: “In caso di vittoria alle Regionali chiederemo subito il voto”

In un’intervista al Corriere della Sera, la Meloni annuncia che in caso di vittoria delle Regionali in Calabria ed Emilia Romagna “chiederemo immediatamente il voto. Senza voler dare consigli al presidente della Repubblica, lo scioglimento delle Camere è lo strumento giusto quando c’è troppa distanza tra quello che pensa e vuole la gente e quello che fa il palazzo. – aggiunge la leader di FdI – E se perderanno anche nella loro storica roccaforte, sarà evidente che la distanza è siderale. Ma comunque vada il voto, questo governo non andrà avanti per molto”.

Che cosa chiede il referendum

Nel dettaglio, con il referendum si chiede di eliminare la parte proporzionale dell’attuale legge. Se passasse – una volta ammesso dalla Corte Costituzionale e superato lo scoglio della partecipazione di almeno il 50% degli aventi diritto al voto – in Italia si voterebbe come in Gran Bretagna. Con un maggioritario puro con parlamentari eletti ognuno in un collegio assegnato al nome più votato. Questo spiega la battaglia della Lega. Il referendum sarebbe la leva per ottenere elezioni anticipate o comunque per bloccare quel ritorno al proporzionale a cui lavorano i giallofucsia per impedire che qualcuno vinca da solo in modo netto. In tal senso, la maggioranza ha inviato un chiaro segnale alla Consulta, depositando una bozza di riforma proporzionale con sbarramento al 5%. Il cosiddetto Brescianellum, dal nome del primo firmatario, che di fatto permetterebbe di fare accordi dopo il voto, bypassando la volontà popolare di far governare questo o quello schieramento.

Insomma, quella del centrodestra è una lotta contro il tempo. Volta a impedire che i giallofucsia eliminino il bipolarismo e la possibilità da parte degli elettori di decidere chi governerà il Paese.

Adolfo Spezzaferro

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