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Roma, 4 ago – A causa dell’attacco hacker che sta tenendo in ostaggio il sito della Regione Lazio e tutti in servizi, in particolare quelli sanitari, sono bloccati: e il piccolo Sirio Persichetti è stato costretto a rinunciare a cure per lui necessarie.



Attacco hacker, Sirio rimane senza cure

Sirio è sopravvissuto a 50 giorni di vita appena a un episodio di “morte in culla”: la sua  diagnosi è di tetraparesi spastica e una paralisi cerebrale. Sua mamma sugli account social lo chiama “un combattente per la libertà e l’autonomia”. La vita del bimbo viene raccontata attraverso i suoi canali social che rispondono al nome di “Sirio e i tetrabondi”. Purtroppo, però, da quando il sito della Regione Lazio è inaccessibile a causa di un attacco hacker,il bimbo di Roma è rimasto senza sonde e senza alimenti.

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“Grazie ai geni dell’attacco hacker”

Se infatti per molti cittadini del Lazio l’attacco hacker significa impossibilità di scaricare il green pass o di prenotare visite, per Sirio significa blocco del sistema che gli permette di ricevere gli alimenti e le cure di cui ha bisogno costantemente. “Grazie ai grandissimi geni che hanno fatto l’attacco hacker alla regione Lazio oggi mio padre è andato a prendere tutta la fornitura di alimenti, sonde e siringhe e non si è riusciti a concludere nulla. Una giornata buttata: persone con disabilità e caregivers ringraziano!”, scrive la madre del bimbo,  Valentina Perniciaro, su Twitter. La mamma di Sirio è anche presidente della Fondazione Tetrabondi.

“Fare la fila è l’ultimo dei problemi”

“Ieri mio marito Paolo è andato alla Asl per prendere le forniture per Sirio, che si alimenta solo con una sonda; ha aspettato inutilmente come tutti gli altri. I terminali erano bloccati per l’attacco e non ci hanno consegnato nulla. Mio marito dovrà tornare”. “Fare un po’ di fila è l’ultimo dei nostri problemi – scrive la mamma di Sirio sui social – se confrontato con il fatto che in Italia i disabili non possono decidere nemmeno come nutrirsi. Da quando ho deciso di integrare la dieta di mio figlio con cibi freschi, come frullati o omogenizzati, ci hanno comunicato che taglieranno del 50% gli alimenti“. Intanto, sebbene pare che allo “sblocco” dei dati ostaggio degli hacker stia collaborando anche l’FBI, il sito è ancora irragiungibile.

Ilaria Paoletti

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