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Roma, 23 ott – Bassetti lo aveva previsto ad agosto, ed ora la previsione si sta avverando: la psicosi per il coronavirus, creata ad hoc da mesi di comunicazione terroristica e decontestualizzata da parte di istituzioni e stampa mainstream, sta portando in questi giorni migliaia di italiani ad assediare gli ospedali ai primi segni di sintomi influenzali. Un iper-afflusso di persone terrorizzate all’idea di essere stata contagiata dal coronavirus, con sintomi per lo più deboli, che ora rischia di ingolfare il sistema sanitario in breve tempo.

Linciato da stampa e colleghi

«Ho chiesto per mesi di attrezzarci, ma certa stampa ha solo provato a linciarmi e nessuno mi ha ascoltato. Certa stampa e certi colleghi hanno solo tentato di ammazzarmi mediaticamente e di linciarmi. Un vero scandalo che mi ha fatto molto riflettere sul mio futuro professionale in questo Paese», è l’amara riflessione, affidata a un post su Facebook, di Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova e una delle principali voci fuori dal coro degli allarmisti; un atteggiamento, il suo, che da mesi gli costa polemiche e l’ostracismo dei colleghi e della stampa più allineati con la narrazione catastrofista.

Ospedali sovraccarichi

Bassetti, lungi dall’essere «negazionista» come qualcuno è arrivato a chiamarlo, ha sempre invitato tutti alla calma per il «timore era che la gente, allarmata da una comunicazione schizofrenica fatta di terrorismo e di sensazionalismo, in autunno/inverno potesse riversarsi negli ospedali al primo sintomo influenzale per la paura che gli era stata trasmessa», spiega. Fenomeno che si sta verificando nell’ultimo periodo nelle strutture ospedaliere della Penisola e che se non arginato porterà il sistema rapidamente al collasso. 

«Sapevo che questo avrebbe comportato un grave rischio ai fini della propagazione del virus e del sovraccarico per gli ospedali». Ci si doveva attrezzare, non solo a livello ospedaliero, ma mediaticamente, spiegando «alla gente che l’infezione da Covid, nella stragrande maggioranza dei casi, decorre in maniera lieve» ed è possibile gestirla da casa.  «Questo non è stato fatto e i risultati si vedono nei nostri ospedali». Non solo negli ospedali: solo qualche giorno fa Bassetti lanciava l’allarme sulle file chilometriche per i tamponi, dove si annida il rischio di infezioni.

Un esame di coscienza

«Si è detto alle persone che il Covid era sempre una malattia devastante, che dava sempre complicazioni perpetue e che buona parte dei contagiati sarebbe finito intubato o morto, così, non appena qualcuno ha un sintomo, corre in ospedale a farsi curare e ricoverare per paura di non avere cure adeguate a casa», è la triste considerazione del professore. «Altro che dirmi (come fa qualcuno in malafede…e sono tanti) che non dovevo dire che la malattia era più gestibile. Che siano loro a farsi un esame di coscienza e a pensare che disastro hanno combinato. I danni rischiano di essere devastanti.
La politica della paura non serve a nessuno», conclude puntando il dito contro chi, in maniera sconsiderata, non si è fatto scrupolo di terrorizzare il Paese. Ora i risultati sono visibili a tutti.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. L’aspettativa di vita in Italia, è di circa ottant’anni.
    L’età media de morti per covid-19 è di circa ottant’anni.
    Muoiono quelli che sono destinati a morire naturalmente, accompagnati dal coronavirus che non è la vera causa del loro decesso.

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