Roma, 26 ott — Ci siamo, anche i virologi da salotto nostrani (Bassetti in primis) iniziano ad accarezzare l’idea del lockdown per non vaccinati «alla austriaca», come ventilato dall’esecutivo di Vienna alcuni giorni fa nel caso in cui i posti occupati in terapia intensiva dovessero raggiungere o superare il 30%. I «chiusuristi» tout court e i fan dell’apartheid vaccinale di casa nostra hanno risposto immediatamente al richiamo.



In Liguria l’idea è particolarmente piaciuta. Prima al governatore Toti, poi a Matteo Bassetti. Ai microfoni di Radio Cusano Campus il primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova ha commentato favorevolmente l’iniziativa. «È evidente che un lockdown per i non vaccinati, nel momento in cui si raggiungesse un livello di saturazione dei posti letto in ospedale, potrebbe essere una soluzione».

Lockdown solo per attività ricreative: come è umano Bassetti

Bassetti aggiunge però la nota «umana», quella alla Fantozzi: l’apartheid non dovrebbe applicarsi al lavoro ma solo alle attività ricreative. In buona sostanza, non una misura sanitaria, ma la solita punizione sociale. Una coercizione che renderebbe il cittadino non vaccinato un servo della gleba annichilito, a cui è consentito uscire di casa solo per lavorare. L’ennesima bastonata, insomma, per convincere gli scettici a inocularsi.

«Potrebbe valere non per il lavoro, ma per le attività ludiche: ristoranti, bar, cinema, stadi. Nel momento in cui le cose non dovessero andare, anziché chiudere per tutti, sarei favorevole a chiudere certe attività solo per i non vaccinati, questo contribuirebbe anche a far aumentare il numero di vaccinati», spiega con candore. Nel frattempo i vaccinati che si infetteranno con il Covid saranno liberi di circolare ovunque, senza essere testati, ed eventualmente di portare l’infezione nelle case dei non vaccinati. Non fa una grinza. E pensare che nemmeno dieci mesi fa il nostro Bassetti tuonava contro i lockdown e le chiusure draconiane bollandole come «inutili e incomprensibili». Come si cambia per non morire…

Cristina Gauri

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