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Roma, 23 set – “Cesare Battisti non si trova bene a Rossano, con personaggi dell’Isis detenuti in Alta Sicurezza, con i quali non si può certamente relazionare”. E’ quanto dichiarato dall’avvocato Gianfranco Sollai all’Adnkronos. Secondo il legale dell’ex terrorista rosso, l’ergastolano “ha subito minacce dall’Isis nel 2004 e nel 2015, per aver espresso pubblicamente le sue idee sui terroristi islamici, mentre si trovava in Brasile. E peraltro sta scrivendo un libro proprio incentrato sull’Isis”. L’avvocato fa poi sapere che né lui né il suo collega nella difesa, Davide Steccanella, hanno avuti contatti con Battisti da quando ha detenuto in Calabria. “Per quanto riguarda me, sembra che ci sia un problema legato al mio numero di cellulare e al contratto con la compagnia telefonica. Una spiegazione curiosa, visto che prima che fosse trasferito, non c’è mai stata alcuna difficoltà a sentirci telefonicamente e che con il detenuto viene trasferita anche la sua ‘pratica’, con tutti i dati suoi e dei legali. Le informazioni che ho – dice il legale di Battisti – mi arrivano dalla famiglia e non sono buone”.

Battisti: “Minacciato da Al Qaeda”? Ma non era l’Isis?

Ma per quale motivo l’Isis dovrebbe minacciare proprio Cesare Battisti? Possibile che l’ex terrorista comunista sia davvero un obiettivo di questi spietati terroristi islamici? A riguardo, i dubbi sorgono ovviamente spontanei. Sta di fatto però che Battisti già qualche giorno fa aveva scritto una lettera al Garante nazionale dei detenuti, sostenendo proprio di aver paura del “terrorismo islamico rappresentato dai detenuti nella sezione nella quale mi trovo” e  dicendo di essere “stato minacciato da membri di Al Qaeda nel 2004“.

Come mai? A suo dire perché avrebbe “preso posizione pubblica contro il velo islamico e l’atroce discriminazione delle donne“. Ma certo, dev’essere stato l’unico a farlo, proprio non ci sovvengono altre prese di posizione di questo tipo. Battisti scrive poi di essere stato minacciato una seconda volta nel 2015, in quel caso “per avere pubblicamente criticato l’operato dell’Isis in Siria“. E poi da marzo sta scrivendo “un libro che tratta la carneficina nel Rojava”, sempre in Siria. Incredibile, però nel frattempo Battisti e il suo avvocato potrebbero chiarirsi. Perché l’Isis e Al Qaeda non sono la stessa cosa.

Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. Battisti,reo confesso di 4 omicidi di innocenti e quindi terrorista come quelli dell’ ISIS, è giusto che stia con altri terroristi in galera.Non credo ci sia niente da aggiungere

  2. Prima premono spietatamente il grilletto, in cerca di autoaffermazione (?), poi frignano come femminucce / verginelle impaurite, in cerca di comprensione… un po’ di coerenza, no, eh?

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