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Roma, 18 nov – Non di solo pane vive l’uomo, deve accompagnarsi anche al menu che piace ai musulmani. E’ quello che viene in mente leggendo il menu del pranzo in occasione della terza Giornata mondiale dedicata ai poveri in Vaticano. Un appuntamento a cui Bergoglio ha voluto dare un risalto particolare: tante le iniziative intraprese, come l’installazione di un presidio sanitario per fornire cure gratis ai bisognosi, o l’inaugurazione di un nuovo dormitorio in uno stabile ottocentesco a poca distanza da Piazza San Pietro: gestito dalla comunità di Sant’Egidio e dall’Elemosineria del Papa, ha ricevuto la visita del Pontefice che ha voluto incontrare i primi ospiti per parlare con loro.

Menu muslim-friendly

Ma il momento che ha catalizzato maggiormente l’attenzione del pubblico è stato il pranzo all’interno dell’aula Paolo VI. Un evento a cui hanno partecipato 1500 poveri provenienti dalle diocesi di tutta Italia (sarebbe interessante conoscere il criterio di selezione di tali bisognosi). “Vecchi amici”, li chiama Bergoglio, il papa più inclusivo della storia. E per non smentire tale vocazione, ecco il menu senza carne di maiale: via la carne impura, si mangia solo pollo per non scontentare i bisognosi di fede islamica accorsi alla mensa – a colpo d’occhio, osservando le foto, sembrerebbero la maggioranza. Come riporta l’Ansa, il menù servito nell’occasione conviviale, da camerieri in giacca bianca, comprende un primo a base di pasta al forno, un secondo a base di pollo con contorno di purè. Sulla tavola, oltre alle bottiglie d’acque, aranciata e coca cola. Per finire, frutta, dolce e caffè. Insomma, ancora non si sono spenti gli echi della polemica sui “tortellini dell’accoglienza”, senza carne suina nell’impasto e serviti in occasione della festa di San Petronio, patrono di Bologna, che avevano incassato il plauso dell’arcivescovo felsineo: ed ecco che Bergoglio va a rinfocolare la diatriba proponendo il menu muslim-friendly. Non per essere sempre i soliti beceri, però viene spontaneamente da chiedersi se a parti inverse verrebbe dimostrata tutta questa tolleranza.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Forse fare un gesto che dimostri in modo piu’ concreto la carità del Vaticano e alto clero (come quello di semplici preti e suore missionari in luoghi abbandonati, cottolenghi, ospizi …), per esempio vendere l ‘ 1% o meglio il 10 % del colossale patrimonio immobiliare facente capo alla chiesa cattolica … cio’ potrebbe alleviare davvero le pene e le ristrettezze dei piu’ poveri ed emarginati, ma i cardinali ed il papa dei migranti preferiscono offrire una spaghettata e farsi fotografare dai giornalisti.
    In sostanza sono 1800 anni che, pur con indubitabili meriti di salvaguardia della cultura, tradizione, hanno schiacciato e sfruttato la nostra Italia e questo nel Vangelo non c’è sicuramente scritto.

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