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M ilano, 13 mag – Torna a parlare Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e ora consulente per l’emergeza coronavirus per le Marche e la Lombardia: “E’ dalla fine di gennaio che bisognava approvvigionarsi delle mascherine, siamo a metà maggio e ancora si discute di questa problematica. Questo significa che sicuramente ci sono stati dei cortocircuiti”.



“Siamo a maggio e ancora parliamo di mascherine”

In un’intervista all’Adnkronos, Bertolaso dichiara: “Sul piano delle mascherine come struttura pubblica mi sarei concentrato sulla necessità di dotare di protezioni individuali tutti gli operatori a rischio. Trovo che la mancanza di garanzie al nostro personale sanitario sia stato un grave errore . Questo vale anche per le forze dell’ordine, per chi si occupa di trasporti pubblici“. Sulla questione della ‘mascherina di Stato’ continua poi l’ex capo della Protezione civile “forse questi 0,50 euro non erano sufficienti, forse con un dialogo più attento, non solo con i produttori ma soprattutto con i distributori, si sarebbe potuto trovare un punto di mediazione che avrebbe evitato tutti questi problemi”.

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La collaborazione con Lombardia e Marche

Bertolaso sembra molto soddisfatto del suo lavoro con la regione Lombardia e con le Marche: “Con entrambe c’è stato un rapporto costruttivo. Con il presidente Fontana, i suoi assessori e il presidente della Fiera di Milano c’è stata grande collaborazione, hanno facilitato le attività, aiutato a superare le questione burocratiche e lo stesso è successo anche nella Marche e qui a Civitanova giunta regionale e giunta comunale hanno lavorato insieme, secondo quello che è stato l’auspicio del presidente Mattarella in questi mesi, lavorare insieme in sinergia per superare questa fase di emergenza senza polemiche ma rimboccandosi le maniche e dando tutti in contributo. I due ospedali che abbiamo realizzato sono perfettibili ma esistono, sono concreti, in attesa che arrivi la app, le mascherine…”.

L’app Immuni? “Scarsa efficacia”

E Bertolaso sembra molto critico nei confronti dell’app di governo fatta per tracciare i contagi:  “Non conosco tutti i dettagli ma alla luce degli aspetti legati alla privacy, trattandosi di una app su base volontaria non mi sembra che possa avere grandi prospettive di funzionalità nel nostro Paese. Rilevo che trattandosi di una app non obbligatoria ma su base volontaria questo” dice Bertolaso “ne limita di molto l’efficacia. Non so quanti italiani volontariamente scaricheranno questa app sui loro cellulari. Se non abbiamo la certezza di una copertura assoluta di tutto il territorio non possiamo avere la certezza della tracciabilità di tutti i casi che possono essere potenzialmente contaminanti”.

Ilaria Paoletti

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