Torino, 8 nov — Sul caso di Giovannino, il neonato di 4 mesi abbandonati dai genitori in ospedale a causa della grave malattia che lo affligge, è intervenuto il ginecologo Silvio Viale, medico del Sant’Anna di Torino dive il piccolo è ricoverato. E fa alcune precisazioni: “Non si è trattato di una fecondazione eterologa. Un dettaglio che dovrebbe essere irrilevante, ma che è servito da pretesto per accentuare l’ipocrisia degli scandalizzati d’ufficio”. Il dottore, esponente dei radicali, ha affidato il suo pensiero a un lungo post su Facebook: “Sento il dovere di scusarmi con i genitori per la fuga di notizie”, dopo che la coppia era finita al centro della bufera mediatica: “Una vicenda così unica, grave e inattesa, non meritava la gogna mediatica a cui sono sottoposti i genitori. Ma anche gli operatori che si sono occupati del sofferenza per i genitori è inimmaginabile, non liquidabile con battute da caserma, e ogni inappropriato commento pubblico rischia di lacerarne le ferite. Solo chi si approccia in modo ideologico, deresponsabilizzato, colpevolista, può non immedesimarsi”.

La malattia

Giovannino è affetto da ittiosi arlecchino, una gravissima e rara patologia che causa l’ispessimento della pelle fino a farla sollevare in placche quadrangolari, simili a squame, esponendo il malato al continuo rischio di infezioni. Il piccolo necessita di cure e attenzioni continue — cure che i genitori non si sono sentiti di potergli offrire, e per questo motivo lo hanno abbandonato nel reparto neonatale del Sant’Anna. Nonostante ciò, i medici riferiscono che il bimbo non soffre di altre patologie e non ha subito danni neurologici: “E’ un bambino normale – spiegano i medici – Con una malattia che richiede enorme impegno e dedizione”. Ora si attende che il Comune di Torino, insieme al Tribunale dei Minori, decida a chi affidarlo. Il mondo politico nel frattempo si spacca in due: da una parte chi pensa che per il piccolo Giovannino sia meglio la morte, dall’altra partiti come FdI che criticano proprio la “cultura della morte” di cui proprio i radicali, a cui appartiene Vitale, si fanno alfieri.

“Sin dalla nascita – prosegue Viale – la vicenda è stata ‘canalizzata’ verso una adozione pietosa, che non può che avvenire in una struttura misericordiosa e compassionevole come il Cottolengo di Torino. Si può dire, senza timore di essere smentito, che per i genitori occasionali non ci potesse essere altra scelta. Soprattutto nei primi giorni dopo la nascita. Quando il personale, sorpreso e smarrito, deve avere anche esitato a mostrare il neonato alla madre”.

Cristina Gauri

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