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Roma, 11 nov – Anche i cani, purtroppo, possono infettarsi. Un barboncino è risultato positivo al coronavirus e il dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari ha inviato immediatamente una nota di conferma al ministero della Salute. Si tratta in assoluto del primo caso di Covid rilevato su un cane in Italia. A risultare contagiata dal virus è stata una cagnolina di un anno e mezzo che vive a Bitonto con una famiglia (due coniugue e un figlio minorenne) in isolamento perché risultata positiva al coronavirus. “La notizia non rappresenta un problema sanitario, da quanto è emerso fino ad ora i cani non sono ospiti in grado di diffondere il contagio”, ha dichiarato all’Ansa l’assessore regionale alla Salute, Pierluigi Lopalco.

Il servizio veterinario locale che ha effettuato il tampone sul cane ha attestato una bassa positività e stando a quanto spiegato all’Adnkronos da Nicola Decaro, professore ordinario di malattie infettive degli animali all’Università di Bari, “il cane è asintomatico ed è stato un colpo di fortuna averlo intercettato perché la famiglia ci ha permesso di testarlo all’interno di un progetto di ricerca che stiamo conducendo sui cani e i gatti. Questo è il primo esemplare trovato con l’infezione in corso e la presenza dell’Rna virale”. Decaro ha poi precisato che “la barboncina è stata contagiata dalla famiglia, ma non corre nessun pericolo. E voglio tranquillizzare chi ha animali domestici a casa, non c’è nessun pericolo“.

Venti casi documentati

Se dunque la notizia del primo cane contagiato in Italia non è rassicurante di per sé, è consolante sapere che il barboncino in questione non corre pericoli e che in generale i cani non sono fortunatamente in grado di contagiare. In ogni caso adesso verrà analizzato il sangue della cagnolina, sottoponendola a test sierologico. “Bisogna trattare gli animali esattamente come se fossero altre persone. Quindi, anche a tutela della salute dei nostri animali, è opportuno affidarli agli amici o parenti non positivi che possano prendersene cura, se possibile”, ha spiegato Decaro a Repubblica. “Si applica sempre il principio di massima cautela, pur sapendo che, ripeto, non sono un pericolo per la nostra salute. Il rischio di contagio dal cane o dal gatto è quasi zero”. Ma se in Italia si tratta del primo caso certificato, quanti ne sono stati attestati altrove? “In tutto il mondo ci saranno una ventina di casi documentati“, ha precisato Decaro.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Articolo pretestuoso e fuorviante che aprirà il via ad abbandoni di massa ed uccisioni… Ricordatevi che avete a che fare con gli italiani…

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