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Roma, 9 giu – Anziani in difficoltà, disabili, vedove, giovani madri. Queste le famiglie che abitano lo stabile di via Napoleone III numero 8 a Roma, quella “CasaPound” che Virginia Raggi vuole sgomberare ad ogni costo. Questi sarebbero i “privilegiati” stando alle parole del sindaco della Capitale. Ieri un servizio andato in onda su Quarta Repubblica diretto da Nicola Porro ha mostrato la realtà all’interno delle mura del famigerato palazzo, evidenziando come l’amministrazione capitolina adoperi il sistema dei due pesi e due misure: silenzio e connivenza con le decine e decine di occupazioni rosse, pugno di ferro per CasaPound.

Capezzone: “Per la Raggi CasaPound è un nemico comodo”

“Il punto è il doppio standard” ha spiegato Capezzone, “a sinistra festeggiano lo sgombero di CasaPound ma poi a trecento metri di distanza difendono l’occupazione del centro sociale Spin Time, quello dove l’elemosiniere del Vaticano è andato a riallacciare la corrente, quando ci sono gli amici loro si chiama attività culturale e a nessuno importa che ci sia droga, mescita illegale etc. Quando ci sono gli altri si grida “fascisti”. Questa giunta fa ridere, ha realizzato un piano sgomberi da realizzare in sei anni, è chiaro che la Raggi cerca in CasaPound un nemico comodo in questa fase”.

Davide Romano

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