Il Primato Nazionale mensile in edicola

New York, 9 giu – Le macerie delle città americane messe a ferro e a fuoco durante le proteste per l’omicidio di George Floyd non hanno ancora smesso di fumare, ma il dibattito ormai verte su una sola questione, di sicuro forte impatto sulle presidenziali di fine 2020 : smantellare la polizia o operare delle profonde riforme?

E se da Minneapolis è arrivata ieri la delibera – quasi unanime – del consiglio comunale riguardo la chiusura del dipartimento di polizia e il relativo ricollocamento degli agenti in una non ben specificata nuova forza di ordine pubblico – sul cui riassetto della funzione di pubblica sicurezza grava ancora un enorme punto di domanda – da New York il sindaco de Blasio ha comunicato l’intenzione di tagliare i finanziamenti alla polizia locale da 6 a 5 miliardi di dollari. Il miliardo tagliato verrà investito nei servizi sociali ed educativi. Una proposta simile è partita anche dal primo cittadino di Los Angeles, Garcetti. Il tutto viaggia sulla scia dello slogan Defund the police, punire la polizia togliendole fondi.

Una linea che ha incontrato il favore dei manifestanti ma che preoccupa il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden. Lungi dall’essere una soluzione che fermerà gli abusi – estesi a tutto il proletariato urbano, non solo ai neri, checché ne dicano gli attivisti del Black lives matter – perpetrati da alcune frange delle forze dell’ordine, questa linea potrebbe costituire invece una sponda per Donald Trump, permettendogli di puntare il dito contro i democratici, accusandoli in questo modo di avvantaggiare i criminali. Il tycoon si presenterebbe all’appuntamento elettorale di novembre come il garante dell’ordine pubblico relegando i dem al ruolo di destabilizzatori della sicurezza. Questo non solo lo aiuterebbe a rafforzare la sua base elettorale ma anche a guadagnarsi il favore dei più moderati, spaventati dalle devastazioni e dai saccheggi dei giorni scorsi.

Per questo motivo Biden ha messo subito le mani avanti e ieri ha dichiarato di essere contrario al Defund the police e allo smantellamento delle forze dell’ordine, optando invece per una riforma. A questo proposito i leader democratici al Congresso hanno avanzato ieri una proposta di legge, chiamata Justice in Policing Act of 2020, la quale faciliterebbe gli iter processuali contro gli agenti accusati di reati o citati per cause civili, creerebbe una banca dati nazionale degli abusi commessi dalle forze dell’ordine, e consentirebbe la creazione di nuovi programmi di addestramento finalizzati al contrasto dei pregiudizi razziali. Una cosa è sicura: appare evidente come in alcuni casi il peso delle elezioni vada sempre a detrimento delle «convinzioni», vere o artificiali che siano. E così i democratici, i cui sindaci e governatori sono stati i primi assertori dello scioglimento dei corpi di polizia locale, sindaco di Minneapolis in testa, ora devono fare i conti con la dura realtà dei fatti e con una opinione pubblica giustamente preoccupata dall’idea di città prive di polizia.

Cristina Gauri

2 Commenti

Commenta