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Roma, 23 mag – La vicenda degli sms che il magistrato Luca Palamara si scambiava con altri togati, intercettati e pubblicati, evidenzia come l’imparzialità di certa magistratura italiana sia un miraggio. Il perbenista medio obietterà che non tutti sono così: banale e stupida obiezione, dato che se così fosse l’Italia sarebbe piombata tecnicamente in una dittatura. Il punto è che essi lo fanno, ossia escono abbondantemente dal seminato, più e più volte, in vari modi, in modo più o meno scollacciato e reiteratamente, nel senso che l’eventuale politicizzazione della giustizia è ormai un’ipotesi che nessun italiano scarta più.

I messaggini intercettati tra Palamara e altri magistrati non rappresentano tuttavia neanche i casi più grotteschi. Si sono visti magistrati salire su palchi di partito e altri fondarne di nuovi di sana pianta. Citiamo i due forse più clamorosi: Di Pietro e Ingroia, senza che quest’ultimo avesse avuto neanche il buon gusto di uscire definitivamente dalla magistratura, mettendosi dunque in attesa di risultati elettorali mai ottenuti. E la comune retorica dei magistrati militanti era quella della pulizia e dell’onestà, non a caso fatta propria da un Movimento 5 stelle aggrappatosi al mero giustizialismo, come se un’aula giudiziaria sia l’anticamera della verità e chi la presiede l’esempio di massima rettitudine morale. Come se la magistratura non debba limitarsi a fare indagini e comminare sanzioni, piuttosto che raddrizzare il bastone storto dell’umanità, ignorando pretestuosamente che la verità processuale non corrisponde mai alla verità storica. Dunque certo paternalismo e certo autoritarismo dovrebbe essere evitato proprio perché, in quanto esseri umani, siamo tutti sulla stessa barca.

Le allucinanti parole di Palamara

Allora, nell’agosto 2018 il ministro Salvini era sulle prime pagine per la vicenda della nave Diciotti. Come riportato da La Verità, il capo della Procura di Viterbo Paolo Auriemma messaggia Palamara allora al vertice dell’Unicost: “Salvini indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili”. Palamara risponde: “Hai ragione, ma adesso bisogna attaccarlo”. Palamara continua, in altri messaggi, a mettere nero su bianco la propria antipatia per Salvini. Scrive un messaggio al presidente dell’Anm Francesco Minisci: “C’è anche quella merda di Salvini, ma mi sono nascosto”. Al consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Clivio: “Cazzo ho Salvini davanti”.

Parlando con Palamara, nel novembre 2018, Bianca Ferramosca, della giunta dell’Anm, muove critiche contro alcuni suoi colleghi, come il membro del Csm Antonio Sangermano, per essersi schierati dalla parte di Salvini e del suo Decreto sicurezza. Emerge in tutta la sua drammaticità la condizione in cui versa la magistratura italiana, priva oggi, più che mai, dell’autorevolezza che dovrebbe contraddistinguerla e che dovrebbe derivare, almeno teoricamente, dalla sua comprovata imparzialità.

Matteo Salvini si è detto preoccupato, ed evidentemente non solo per la sua sorte che rimane appesa al processo estivo che lo vede convenuto per i fatti risalenti alla sua battaglia contro l’immigrazione clandestina. In caso di condanna, chi potrebbe credere alla genuina imparzialità dei giudici che emetteranno la sentenza?

Cosa sarebbe successo a parti invertite?

La situazione assume ancor più gravità vista la crisi drammatica che l’Italia sta attraversando e durante la quale uno dei cardini di ogni nazione democratica sta vacillando paurosamente. Piccolo esercizio: immaginiamo cosa starebbe accadendo in questi giorni se i magistrati intercettati avessero espresso quei giudizi su un ex ministro e attuale leader di sinistra. Conveniamo che provare a immaginarlo non sia semplice: mai è successo e mai succederà.

Ma se così fosse staremmo oggi assistendo a epiche barricate, a commissioni lampo istituite per far luce sul fascismo che ritorna con la conseguente dotazione di pieni poteri al governo in carica. Invece sulla graticola si trova nuovamente un leader di destra, o comunque avverso alla compagine liberal che governa indisturbata sguazzando con disinvoltura in questo letamaio. Difatti è dai tempi di Berlusconi che la sinistra chiede dimissioni di governi derivanti da libere elezioni sulla base di una iscrizione nel registro degli indagati o di un mero avviso di comparizione. Utilizzando quindi il lavoro della magistratura come una clava utile a spappolare la testa dell’avversario politico. È un intreccio di potere che si muove intatto nel tempo e nelle legislature. Perché da queste parti si cambia tutto per non cambiare mai niente.

Lorenzo Zuppini

5 Commenti

  1. Personalmente della fine di Salvini m’interessa poco, lo trovo inadeguato per condurre una destra unita, è palesemente ignorante e impreparato, inoltre, trovo patetico il suo prostituirsi con la figlia di Verdini per elemosinare delle briciole di potere. Detto questo, è il principio che dobbiamo difendere come collettività, e questo vale anche per i faziosi di sinistra. Già lasciar processare una persona inventandosi un reato, (sequestro di persona), è inaudito, pensare poi che possa essere condannata porterebbe alla certificata deriva dittatoriale di questa nazione. Forse i tifosi ottenebrati potrebbero gioire, ma per la maggioranza del Paese sarebbe un ulteriore motivo d’insofferenza verso le istituzioni, non faranno che accelerare il processo di disgregazione già in atto. Questi corrotti morali, che occupano gli scranni del potere, si debbono rendere conto che non siamo più inclini ad accettare qualsiasi decisione supinamente, nei mesi a venire ci sarà miseria, indigenza e depressione, questa potrebbe essere una delle, molteplici, micce che potrebbe innescare la rivolta. I sudditi italiani sono stati docili finché hanno avuto generi voluttuari e lo stomaco rifocillato, purtroppo, non sarà più così, e non ci vuole un Master in economia alla Bocconi per capirlo, vedremo se questi dementi riusciranno almeno a disinnescare quest’ordigno.

  2. Certo che siete forti. Il capo della Procura di Viterbo che definisce i migranti salvati dall’annegamento ” soggetti invasori” va bene. Imparziale e rispettoso delle leggi anche lui. L’unica cosa certa è che dei migranti a processo per qualsiasi motivo potrebbero ricusarlo per evidente incompatibilità. Come pure potrebbe fare Salvini se dovesse essere giudicato da un giudice che, in privato, lo definisce una merda. Quello posso farlo io, che non sono giudice.

  3. Signor Angelini, certo che sono ” soggetti Invasori “, ci sono le vie ” legali ” per entrare nella nostra nazione. Se ti avvali di criminali, oltrepassando la legalità, per forzare l’entrata in un paese differente dal tuo sei un’invasore che fruisce dei servigi della criminalità organizzata. Questi sono ” Clandestini ” non ” Migranti “, come a voi piace chiamarli. Provi lei, ad entrare in un paese africano senza documenti, vedrà come sarà trattato, glielo dice chi in Africa ha vissuto e lavorato, dovendo rinnovare ogni 2 anni il permesso di lavoro, altrimenti sarei stato, giustamente, defenestrato. Salvini è pessimo, ma i suoi detrattori anche peggio, perché vi hanno fatto il lavaggio del cervello e non siete capaci di comprendere che le politiche della vostra classe dirigente di riferimento, sono suicide per la collettività nostrana, ma forse, persone come lei quando si guardano allo specchio provano repulsione per ciò che sono, e anelano ad essere degli africani o dei mussulmani, probabilmente entrambi. Voi siete delle deiezioni, altro che Salvini!

    • E soprattutto, una ulteriore considerazione in merito: se il dottor Auriemma dice (sottolineature mie; ndAnton):

      “ILLEGITTIMAMENTE si cerca di entrare in Italia e il Ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga […] Questo dal PUNTO DI VISTA TECNICO al di là del lato politico […] Siamo indifendibili. Indifendibili!”

      questo vorrà pur dire qualcosa. Per di più, si parla proprio dal punto di vista tecnico. Ma ci si scandalizza per la frase “soggetti invasori”, tecnicamente corretta e certo, non per il marcatamente criminale ostruzionismo e i beceri insulti, non solo a danno dell’ex-Ministro degli Interni ma di tutta Italia…

      Per ulteriori informazioni, leggere il Titolo II del TU sull’immigrazione, Capo I, articolo 4:

      https://www.altalex.com/documents/news/2014/04/08/testo-unico-sull-immigrazione-titolo-ii#titolo2

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