Catania, 2 nov —  Chissà se la Murgia si straccerà le vesti per quanto accaduto a due poliziotte di Catania, aggredite fisicamente da un senzatetto bengalese finito poi in manette per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Chissà se twitterà qualcosa a riguardo, dal momento che l’immigrato ha giustificato l’aggressione alle due agenti «perché voleva parlare con un uomo e non con una donna».

Senzatetto bengalese manda due poliziotte all’ospedale

L’episodio si è verificato nel pomeriggio di martedì. «Siamo sinceramente stufi di vedere come continuino senza sosta e senza ritegno le più svariate aggressioni a chi, portando una divisa, lavora per il bene di tutti», queste le parole di Giuseppe Sottile, segretario provinciale della Federazione sindacale di Polizia (Fsp) che ha raccontato i fatti al Corriere. Il bengalese è arrivato al corpo di guardia borbottando frasi nel proprio idioma, attirando così l’attenzione delle due agenti, in servizio di vigilanza alla Questura di Catania. Non riuscendo ad intendere cosa volesse, le poliziotte hanno aperto il portone, avvicinandosi allo straniero. Ignare di quello che stava per accadere.

Inasprire le pene

L’uomo, per tutta risposta, è esploso in un accesso di collera colpendo con una scarica di pugni una delle due vittime. A quel punto l’altra poliziotta è intervenuta per bloccare l’aggressore, ma questi ha picchiato violentemente anche lei. Solo l’intervento di due operatori della Volante, allertato dalle due agenti, è riuscito a ristabilire la calma. L’aggressione si è conclusa con le manette per il bengalese e con una corsa al pronto soccorso per una delle due donne, a cui sono state diagnosticate diverse lesioni. La prognosi è di dieci giorni. «Siamo vicini alle colleghe», conclude Sottile chiedendo al ministro dell’Interno un’inasprimento di pena per i responsabili di aggressioni agli operatori della sicurezza. «Ci auguriamo che la legge e il sistema giudiziario sappiano garantirci e difenderci adeguatamente».

Cristina Gauri

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