Torino, 21 ott – Brucia per la terza volta in pochi anni la cavallerizza Reale, situata nel centro storico di Torino. Un incendio è divampato all’alba, distruggendo il tetto della struttura patrimonio riconosciuto dall’Unesco che sorge dietro la centralissima Via Po. Sul posto operano sei squadre dei vigili del fuoco. Via Rossini è stata chiusa al traffico per agevolare le operazioni di spegnimento. I danni sono ingenti, e oltre alla parte superiore dell’edificio riguardano le stanze utilizzate come archivio e sala biliardo. I timori maggiori riguardavano il rischio che il rogo potesse arrivare fino all’adiacente auditorium della Rai. Al momento non sono stati segnalati feriti e si sta cercando di capire quale sia stata la causa che ha innescato il rogo: per carabinieri e vigili del fuoco, che stanno effettuando i primi accertamenti, non è da escludersi la pista dolosa. Lo stabile è da anni occupato da collettivi.

I commenti

Subito sul posto è arrivata la soprintendente ai Beni architettonici Luisa Papotti: “Più che addolorare questo incendio ci preoccupa. Non ci sbilanciamo per ora. Aspettiamo che si faccia una stima dei danni”. Per Silvia Fregolent, parlamentare di Italia viva, “La Cavallerizza che brucia è l’ennesimo sfregio alla città della sindaca Appendino. Non aver deciso cosa fare dello stabile per non scontentare i suoi elettori ha prodotto questo capolavoro. Il dolore e la rabbia che provo per questa tragedia è immenso. Mai con questi cialtroni!”.

La storia

La struttura era stata progettata dall’architetto Regio Benedetto Alfieri, che l’aveva concepita per gli esercizi equestri. Costruita tra il 1740 ed il 1742, è stata realizzata in stile barocco e dal 1997 l’Unesco l’ha dichiarata suo patrimonio. Il progetto era dedicato anche a spettacoli equestri di corte, ed era destinata ad accogliere le sedi rappresentative del potere sabaudo. L’edificio presenta due piani ed una navata unica, con dodici nicchie che negli anni hanno svolto il ruolo di tribune. Il secondo piano era destinato ad uso abitativo, rispetto al primo piano per gli spettacoli equestri.

Cristina Gauri

Commenta