Roma, 21 ott – “Diciamo agli alleati che si può andare avanti, ma nessuno ricominci a mettere le bandierine sulle identità perché gli italiani sono stanchi e non sono dei coglioni. Bisogna mantenere la parola sennò si arrabbiano e ci sarà una rivolta”. Così Nicola Zingaretti, ospite di Non è l’Arena su La7 a suo modo richiama i giallofucsia a non scontrarsi sulla manovra, come aveva già fatto il premier Giuseppe Conte.
“Io ero il più scettico a fare questo governo. Noi saremo molto responsabili – assicura il segretario del Pd, sottolineando di aver preso il partito “al minimo storico”. “Ora – fa presente il governatore del Lazio – il partito si sta riorganizzando. I cittadini nella politica cercano credibilità. All’inizio non vedevo condizioni per trovare l’unione in questo governo, ma non è uno scippo provare a creare un governo tra il primo e il secondo partito del paese“, sostiene nel corso della trasmissione di Massimo Giletti. Poi lancia un altro avvertimento: “Gli italiani puniranno chi pensa solo a se stesso. Gli italiani stanno male, sono stanchi di stare male e sono arrabbiati. Bisogna mettere in campo politiche che trasformino questa rabbia in speranza. Non accetterò mai il politico che lucra sui problemi delle famiglie”, avverte.

“Senza risultati dobbiamo dire agli italiani ‘non ce l’abbiamo fatta'”

Zingaretti va al punto, e almeno a parole non sembra intenzionato a difendere la poltrona ad ogni costo. Certo è pure vero che domenica si vota in Umbria, dove il Pd parte malissimo, visti gli scandali e gli arresti, e quindi certi slanci del leader dem vanno inseriti nella propaganda elettorale. Ma resta il fatto che abbia detto: “Non ho problemi a dire che il Pd farà di tutto per andare avanti e dare stabilità, ma se non ci sono risultati dovremo dire agli italiani ‘non ce la abbiamo fatta’ e chi è stato protagonista dovrà assumersi la responsabilità. Non si può andare avanti con litigi continui“. Insomma, la posizione dem è chiara: “Se in questo governo – insiste il segretario del Pd – qualcuno si illude che può dire che ‘siamo d’accordo’ ma poi fa polemiche, l’interesse ad andare avanti viene meno”.

Zingaretti sceglie quindi la carta della lealtà – come ribadito quando Giletti ha introdotto il leader della Lega Matteo Salvini per una stretta di mano, chiedendo con l’occasione un confronto tra i due nella sua trasmissioni – e per lealtà verso i suoi elettori sembra disposto anche a staccare la spina al governo giallofucsia. Ma dobbiamo aspettare i risultati delle Regionali in Umbria per capire quanto c’è di vero in queste parole.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Il “segretario” Zigagnotti liscia e lecca gli Italiani. “Non sono dei coglioni!” , Dice LUI! Ma , e senza neanche tanto il bisogno di rifletterci sopra, sembrano le lisciate, leccate & “carezze” che si danno ad un cane. Specie quando si vuol tenerlo buono. (L’ arte della DIPLOMAZIA è il saper dire: “Stai buono, cagnolino!” … Fin che non si é trovato un sasso” . Massima della DIPLOMAZIA americana, n.d.r.) . In soldoni, il “segretario” zigagnotti parla a NUORA perché SUOCERA, (gli Italiani, n.d.r.), intenda. E parla “cosi” degli, (e agli), Italiani perché crede, o, perlomeno, si augura, che gli Italiani siano DAVVERO un’ accozzaglia di COGLIONI!!!

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