Roma, 30 mag — Interessante parabola professionale, quella di Alessandro Cecchi Paone: da giornalista e divulgatore scientifico a delirante personaggio da salotto con la fissa per l’accanimento rabbioso contro la categoria di turno: dai bambini non vaccinati («capricciosi ed egoisti») ai ristoratori in tempo di lockdown («affidatevi al delivery oppure chiudete») passando per quelli che lui chiama «omofobi» (tutto da dimostrare che lo siano) contro i quali non vuole giustizia, ma vendetta.

Cecchi Paone e l’ennesima figuraccia

Ieri, nel corso trasmissione Agorà, il nostro divulgatore di cattiverie ha inscenato un siparietto surreale, alla presenza un allibito Pietro Senaldi. A scatenare la bagarre è stato Cecchi Paone sostenendo che Giorgia Meloni «è fascista» e di «estrema destra». Parole in libertà, a cui direttore di Libero ha così risposto: «Meloni non è estrema destra, dai. Potrebbe querelarti per questo», ironizzando. Non sapendo più a cosa attaccarsi, l’ex direttore di Marcopolo tenta la scalata degli specchi: «Chi c’è a destra di Meloni in Parlamento? Nessuno. Quindi, è l’estrema destra dell’emiciclo». Senaldi a quel punto finisce le parole: quando qualcuno tocca tali vette di ridicolo nel tentativo di avere ragione e sopraffare l’interlocutore, la cosa più saggia è fingere di dargli ragione e passare oltre. «Ah, vabbè», chiosa alzano gli occhi al cielo.

La reazione di Meloni

Il siparietto televisivo è stato ripreso dalla stessa leader di Fratelli d’Italia, che l’ha rilanciato sul suo canale Twitter. «Secondo Cecchi Paone, io sarei fascista e Fratelli d’Italia un pericoloso partito di estrema destra, perché sediamo nel lato destro dell’emiciclo in Parlamento. Siamo al delirio!», ha scritto Meloni.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Paone è fallito in tutto ciò che ha proposto compreso diversi anni fa con MT Channel. Quello di odierno è un riciclo berlusconiano deteriorato.

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