Ragusa, 30 mag – Sono 294 i clandestini che stamani la Ocean Viking ha recapitato all’Italia, dopo il consueto via vai tra i porti siciliani e lo specchio d’acqua antistante la Libia. Ieri sera poco prima della mezzanotte è arrivato il consueto cinguettio festante di SOS Méditerranée, Ong franco-italo-tedesca-svizzera che da anni ci rifornisce di manovalanza a bassissimo costo per “imprenditori” senza scrupolo, compresi quelli di attività delinquenziali. Inutile, o forse no, continuare a denunciare e condannare quella che è una vera e propria tratta dei nuovi schiavi che in questi ultimi giorni assume, oltre a un incremento spropositato, un’autentica emergenza legata ai fatti internazionali.

Non solo Ocean Viking

Russia e Ucraina sono spesso stati definiti il granaio del mondo e il blocco delle esportazioni, per varia natura, rischia di essere un reale problema di sussistenza non solo per l’Europa ma soprattutto per l’Africa. Ragion per cui oltre alle note motivazioni che spingono e agevolano la partenza di centinaia di migliaia di giovanotti si aggiunge sale alla minestra (a proposito di cibo). Anche in questo caso ci si chiede cosa stanno facendo la comunità internazionale e le famigerate organizzazioni mondiali infarcite di funzionari strapagati da soldi pubblici. Risposta: nulla, non stanno facendo nulla, se non qualche timido tentativo (non si sa bene come) di “scortare” il grano ucraino, come spiegato anche sulle nostre colonne. Intanto gli sbarchi non si fermano, anzi si diversificano, perché alle numerose Ong che svolgono l’azione di traghettamento vi sono anche le imbarcazioni (comprese le lussuose barche a vela) che arrivano autonomamente nei punti più disparati delle coste siciliane.

Tra tentativi di fuga e sbarchi in aumento

Una decina di giorni fa, in piena notte, sono sbarcati nella spiaggia di Calamosche (nell’Oasi di Vendicarsi a Noto) 42 clandestini condotti poi dalla locale Protezione Civile al centro Cpsa di Augusta. Sempre dalla Sicilia arrivano però anche notizie di tentativi di fuga come quello di Siculiana (Agrigento) avvenuto ieri quando 27 persone sono riuscite a eludere i controlli e ad allontanarsi tutti insieme. Il fatto di essere rimasti insieme ha favorito le forze dell’ordine nel rintracciarli e ricondurli al centro di accoglienza da cui erano fuggiti qualche ora prima. Stessa sorte per i cinque minori scappati da Agrigento, un paio di giorni fa, e diretti a Palermo dove non sono mai arrivati. Intanto i dati degli arrivi salgono vertiginosamente: sono già 4.000 in più dello scorso anno i clandestini sbarcati in Italia, dall’1 gennaio al 29 maggio 2022 (18 mila contro i 14 mila del 2021).

Emanuela Volcan

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