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Roma, 24 nov – Ve lo ricordate il film Come il Grinch rubò il Natale? Probabilmente il personaggio interpretato da Jim Carrey dovrebbe aggiornarsi presso i rappresentanti del nostro esecutivo.

I morti come arma

Le intenzioni del governo ormai sono chiare: il piano è quello di farci passare delle festività natalizie ridotte al lumicino – con tutto quello che ne consegue, disastrosamente, dal punto di vista sociale ed economico – per scongiurare il rischio di una «terza ondata», il babau del primo trimestre 2021. Nel farci ingoiare l’amara pillola  non si fanno scrupoli di utilizzare l’argomento principe, davanti al quale tocca chinare il capo e assentire: i morti del Covid. Chi è così mostro da dissentire dal Verbo del «sanitariamente corretto» di fronte a una pila di cadaveri? Nessuno, o quasi.

Scordatevi i cenoni

Il grimaldello dei deceduti lo ha agitato ieri il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, giustificando così il Natale ai minimi termini che dovremo trascorrere. Intervenuto a La Vita in Diretta su Rai1 ha invocato «il senso di comunità», ricordando che «molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale». Sono arrivati, quindi, a sbandierare l’eventualità dei decessi per tenere in ostaggio i vivi. Sotto ricatto. «Discutere di cenoni e feste con 600-700 morti al giorno lo trovo davvero fuori luogo». Sentitevi in colpa, italiani, e pentitevi anche solo per aver pensato di potervi ritrovare con i famigliari e tirare il fiato per mezza giornata.

Niente settimane bianche

Un secco no anche alla richiesta delle Regioni di riaprire le piste da sci: «Oggi non ci sono le condizioni», ha spiegato. Le Regioni «Hanno consegnato delle linee guida sulle quali ci confronteremo quando ci saranno le condizioni per riaprire, oggi non ci sono. Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci saranno le condizioni e per fare cosa».

Andrà tutto bene parte seconda

«Mai come in questo momento sentiamo il dovere di evitare una terza ondata, che non significa chiudersi in casa ma consentire agli operatori sanitari di fare al meglio il loro lavoro», ha spiegato Boccia. Ma, di fatto, mezza Italia è già chiusa in casa, si potrebbe far notare a Boccia. «Non dobbiamo perdere il senso di comunità, quello che è venuto fuori nella prima ondata e che ci ha consentito anche di dimostrare che il Paese ha una capacità di reazione molto forte», ha sviolinato Boccia. «So che è dura, per le famiglie, per i ragazzi che vanno a scuola, per i lavoratori sanitari e per tutti quanti noi. Però dobbiamo reggere ancora questo mese, dobbiamo tenerci per mano e sono sicuro che vinceremo e ne usciremo più forti di prima». Capito? Seguiamo le direttive di Boccia e «Andrà tutto bene», parte seconda. Perché la prima è stata un successone.

Cristina Gauri

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