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Roma, 30 ott – A parte i soliti noti, che non rischiano nulla, il nuovo Dpcm non piace a tantissime persone. Più precisamente, è la maggioranza degli italiani che boccia il decreto del premier Conte, che non a caso è sempre più mal digerito dagli elettori. Di sicuro questo mezzo lockdown non piace ai commercianti, ai ristoratori e a coloro che stanno perdendo il lavoro, con tanto di proteste in tutta Italia. A schierarsi dalla parte di questi «disubbidienti» c’è anche Giuseppe Cruciani. Intervenuto a Dritto e rovescio, il noto conduttore della Zanzara ha infatti preso le difese di tutti quei ristoratori che si sono rivoltati contro il governo.

L’analisi di Cruciani

«Partiamo da un presupposto: i disobbedienti sono persone che hanno bisogno di lavorare», ha esordito Cruciani in studio da Del Debbio. «Prendiamo il ristoratore di Pesaro, che ha aperto e non l’hanno fatto chiudere nonostante la presenza della polizia. Sono persone che hanno bisogno di lavorare e di fatturare per campare. Non sono quelli che vanno a fare casino e a sfasciare le vetrine: sono persone in carne e ossa che hanno bisogno di campare», è l’analisi del conduttore radiofonico.

«Condanno chi sfascia le vetrine, non chi lavora»

«La legge [il Dpcm] ovviamente non l’hanno fatta loro», ha proseguito, «ma ritengono che sia assurdo aprire a pranzo, con la possibilità di contagiare, e dover poi chiudere la sera». E quindi, ha affermato Cruciani, «io non me la sento di condannarli, anzi dico che sono delle persone rivoluzionarie, perché vogliono guadagnare un po’ di denari per far star meglio la loro famiglia». Insomma, conclude il giornalista, «come faccio a condannare un ristoratore che deve pagare un fornitore? Perché poi non è solo il ristorante che ci rimette, c’è tutta una filiera intorno. Condanno chi sfascia la vetrina, non chi vuole lavorare rispettando i protocolli».

Il video

 

Vittoria Fiore

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3 Commenti

  1. Se li lasciassero lavorare la sera, i commercianti non avrebbero comunque molti clienti e almeno non potrebbero poi lamentarsi e pretendere di mungere soldi pubblici. Ma i dirigisti statalisti italioti sono idioti per natura.

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