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Roma, 15 gen  – I Pm romani hanno chiesto 6 mesi di detenzione per Sabina Guzzanti (tra gli altri) per un’occupazione abusiva. Lo scorso 25 novembre l’ex cinema Palazzo del quartiere rosso di Roma, San Lorenzo, è stato sgomberato. Nello stesso giorno, unn in simultanea con una sede di Forza Nuova a San Giovanni.



Guzzanti, per i pm  fu “disegno criminoso”

All’alba del processo, i pubblico ministero ha chiesto di condannare a 6 mesi di carcere per il reato di invasione arbitraria di edifici altrui, la comica pasionaria Sabina Guzzanti, l’ex deputato del Pd Marco Piccoli e gli altri imputati. Sul capo d’imputazione è possibile leggere: “In concorso tra di loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso avevano arbitrariamente invaso al fine di occuparlo lo stabile sito in Roma in piazza dei Sanniti”.

“Non vennero identificate per evitare disordini”

“Non ci possono essere dubbi sulla condotta degli imputati né sulla loro identificazione, che riguarda solo poche persone tra tutte quelle che hanno concorso nel reato»  dichiara il pubblico ministero Emilia Conforti, presidente della II sezione del Tribunale. Secondo il magistrato, circa 10 anni fa quando fu occupato lo stabile dell’ex cinema Palazzo “la dirigente della Municipale, Rosa Mileto, ci ha parlato di 100/150 persone presenti, ma non vennero tutte identificate perché la Questura consigliò diversamente per evitare di provocare disordini”. Sabina Guzzanti e gli altri 11 qualora condannati sarebbero i capri espiatori delle centinaia di “compagni” che occuparono lo stabile.

I proprietari del Cinema: “Su di noi mistificazione”

Alessio Palladino, legale della Camene Spa (società allora proprietaria dell’ex cinema), ha chiesto una provvisionale di 250mila euro su un danno totale stimato in 1,6 milioni di euro: «Gli occupanti sapevano che l’ex cinema Palazzo non era un casinò ma un teatro alla berlinese, già pronto per l’utilizzo». Secondo Palladino, non vi sono dubbi, di ciò: «deve rispondere maggiormente Sabina Guzzanti, principale imputata e protagonista di questa occupazione» poiché avrebbe garantito «una copertura mediatica che per molto tempo ha interessato i maggiori tg nazionali». Non solo: «la Camene spa è stata additata come società operante in ambiti mafiosi. Questa è stata la più grande opera di mistificazione e disinformazione mai vista in un processo».

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Gli altri “nomi eccellenti”

Insieme a lei, ricordiamo, a occupare il Cinema Palazzo vi furono anche Valerio Mastandrea e Valerio Aprea, Michele Riondino, Paolo Virzì e anche molti circoli culturali all’Anpi. Tra le richieste di condanna spiccano i nomi di Andrea Alzetta, noto come Tarzan, e Nunzio d’Erme, il consigliere municipale della Sinistra Arcobaleno, Fabiano Rosario, l’esponente dei movimenti per il diritto all’abitare, Simona Panzino, e ancora Stefano Zarlenga, Guido Farinelli, Fulvio Molena, Ilenya Caleo, Ciro Colonna e Francesco Raparelli. «Sei mesi di carcere per aver difeso un bene comune. Nel nostro Paese il conflitto, la disobbedienza, rischiano di essere annoverati tra problemi di ordine pubblico, dentro il grande malinteso ideologico della sicurezza. Siamo al paradosso: chi si oppone alla speculazione e al malaffare, passa dalla parte dell’imputato” commenta Gianluca Peciola, ex Rifondazione, oggi di Liberare Roma.

Ilaria Paoletti

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