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“Chiudo alle 20, fate come me”. A Brescia una barista disobbedisce al Dpcm

by Cristina Gauri
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Brescia, 28 ott – I nuovi provvedimenti restrittivi adottati dal governo hanno gettato nella disperazione intere categorie di esercenti già duramente provati dal lockdown e dalle spese sostenute per adeguarsi al distanziamento sociale. Il disagio sociale è un fiume in piena sull’orlo dell’esondazione. Così, oltre alle tensioni di piazza, iniziano anche gli episodi di disobbedienza civile contro le misure di chiusura obbligatoria previste dall’ultimo Dpcm.

La sfida di Chiara

L’ultimo in ordine temporale riguarda la storia di Chiara, la titolare del Diego Caffè di Rovato (Brescia). Chiara, lungi dall’essere una negazionista del Covid-19 come qualcuno l’ha etichettata, si è attenuta alla lettera a queste benedette norme anticontagio. Ed è proprio per questo che ora non ne vuole sapere di chiudere l’esercizio alle 18 come previsto dal Dpcm firmato da Conte domenica mattina, e ha deciso di tenere aperto fino alle 20, come da orario di chiusura normale, lanciando un appello ai colleghi esercenti: «Spero di non essere l’unica e che altri seguano il mio esempio», ha dichiarato a PrimaBrescia.

Norme assurde

E così dall’altro ieri, lunedì 26 ottobre, la ragazza continua ogni giorno a lavorare fino alle 20. Ed è intenzionata a continuare. «Perché durante il giorno possiamo tenere aperto e la sera no? – si chiede Chiara –.  A logica io ho più affluenza a mezzogiorno. La sera lavoro bene con gli aperitivi. Lo so, per me si tratta solo di un paio d’ore, ma fanno la differenza, visto che il calo c’è già stato. Il mio è più che altro uno sfogo, ma spero che lo faccia qualcun altro e di non essere l’unica».

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“Chiudo alle 20, fate come me”. A Brescia una barista disobbedisce al Dpcm - 28 Ottobre 2020 - 8:25

[…] “Chiudo alle 20, fate come me”. A Brescia una barista disobbedisce al Dpcm proviene da Il Primato […]

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Il ristoratore sfida il Dpcm e non chiude, la Lorenzin perde il senno: "Stai zitto" (Video) | Il Primato Nazionale 27 Novembre 2020 - 12:54

[…] esercizi di ristorazione, infatti, decidono di sfidare i Dpcm. Non per disobbedienza civile, ma per esasperazione e istinto di sopravvivenza dettati da una situazione che si rende via via sempre più […]

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“C’è un assembramento al bar”, ma sono manichini. La provocazione di un ristoratore di Cuneo – Notizie Dal Mondo 26 Gennaio 2021 - 7:24

[…] «Un vero assembramento», commenta ironicamente Palo Rinaldi, 26 anni, gestore del bar Cit di Saluzzo (provincia di Cuneo). Ed effettivamente, fa sapere a Repubblica, «una delle volanti che controllano il territorio venerdì sera ha rallentato» per verificare che nessuno stesse effettivamente violando le misure contenute nel Dpcm. Una provocazione che nasce dall’esasperazione: dopo due mesi e mezzo di chiusure e restrizioni anti Covid, oscillando tra l’arancione e il rosso, esercenti e ristoratori piemontesi – ma non solo – sono con l’acqua alla gola.   […]

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