Roma, 15 lug — L’invasione dei cinghiali in contesti urbani ha fino ad oggi fatto indignare o sorridere, in un generale contesto di degrado urbano. Fotografie e video dei coriacei suidi a spasso per le vie cittadine, in spiaggia o a pasteggiare da cassonetti hanno fatto il giro del web e dei mezzi di comunicazione, rimanendo sospesi tra la denuncia sociale e la divertita ironia da social. Ma da qualche tempo, la massiccia presenza degli ungulati nelle zone densamente popolate inizia a far sorridere molto meno, tra incidenti stradali e aggressioni ai danni di umani e animali domestici.

Cinghiali, i numeri della piaga

Ultimo in ordine di tempo, ma certo non di importanza, il drammatico incidente ad esito mortale avvenuto a Villanova Mondovì, provincia di Cuneo, ove una donna che percorreva l’arteria stradale a bordo del suo veicolo ha perso la vita a causa di un cinghiale che, sbucato dal nulla, ha invaso la carreggiata. Secondo una recente indagine condotta da Coldiretti, in collaborazione con Asaps, nel solo ultimo anno gli incidenti stradali causati da cinghiali sono stati uno ogni 41 ore. Mentre in dieci anni, il numero di morti e feriti cagionati da questi animali è praticamente raddoppiato, con un incremento percentuale dell’81%. Le vittime, nell’ultimo anno, sono state 13 e i feriti addirittura 261.

Contadini impotenti

«L’incidente di Cuneo – è l’affondo di Coldiretti – dimostra come la situazione sia ormai ingovernabile. A testimoniarlo è anche la protesta da parte delle Regioni al Cinsedo a Roma, con la partecipazione del presidente della Coldiretti Ettore Prandini, sul fatto la bozza di decreto interministeriale che prevedeva l’ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità da parte delle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette è rimasta lettera morta». E intanto le campagne continuano a subire le devastazioni. «È paradossale che con i costi fuori controllo noi dobbiamo spendere di più per coltivare e il raccolto ci vien distrutto dai selvatici — ammonisce il presidente della Coldiretti Ettore Prandini —. Ci sono anche agricoltori che hanno addirittura perso la vita a causa dei cinghiali e in un Paese normale ciò non dovrebbe essere possibile».

Un alleanza tra cacciatori e agricoltori

Proprio per cercare un argine a questa non facile deriva, la Coldiretti si è fatta promotrice di una vera e propria alleanza tra il mondo venatorio, legato alla gestione della fauna selvatica, e il mondo agricolo, promuovendo quindi un incontro con il Comitato nazionale caccia e natura. Nei fatti, una grande rete di rilevanza nazionale che annovera migliaia di aziende per la gestione e il monitoraggio del territorio nazionale, al fine di proporsi come fattivo argine al proliferare di specie che possono divenire estremamente distruttive e pericolose per l’uomo.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. DIFENDETEVI.

    cosa state ad aspettare il permesso della politica?
    questi pensano alle loro terga e basta,
    e della gente comune se ne fregano:

    quindi prendete doppietta e trappole,
    e fatene salsicce….
    e vale ANCHE per nutrie,lupi e orsi.

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