Roma, 15 lug – L’Ungheria e l’Unione Europea sembrano essere sempre più in rotta di collisione. Una frattura che si è allargata per la guerra in Ucraina, con il governo di Budapest particolarmente critico sulle sanzioni contro la Russia.

Lo scontro fra Ue e Ungheria sulla legge contro la propaganda gender

La Commissione europea ha deciso di deferire l’Ungheria alla Corte di giustizia dell’Ue. Il motivo è la legge sulla protezione dell’infanzia voluta dal premier ungherese Orban, che vieta di mostrare ai minori qualsiasi contenuto, nei media e nelle scuole, che ritragga o promuova l’omosessualità o il cambio di sesso. La legge era stata promulgata nell’estate dello scorso anno ed era stata duramente criticata dalla presidente Ursula von der Leyen, tanto da definirla “vergognosa”.

Infatti, secondo i vertici europei la legge sarebbe apertamente omofoba e andrebbe a violare i diritti fondamentali delle persone, in particolare di quelle Lgbt. Al contrario, Budapest ha sempre rimarcato come il provvedimento non riguarda i diritti degli omosessuali, quanto piuttosto la salvaguardia dei minori dal rischio di sessualizzazione precoce e manipolazione ideologica. Già l’anno scorso era stata aperta una procedura d’infrazione contro l’Ungheria, che aveva risposto sottoponendo la legge ad un referendum. Quest’ultimo non aveva però raggiunto il quorum, nonostante la quasi totalità dei votanti si era espressa favorevolmente sulla legge.

Orbani contro le sanzioni: “Ue si è sparata ai polmoni”

Lo scontro fra Unione Europea e Ungheria non è solamente uno scontro ideologico. A questo si aggiunge anche la diversa posizione che Budapest sta tenendo nei confronti della guerra in Ucraina, in particolar modo per quanto riguarda le sanzioni.

In una intervista all’emittente russa Kossut Radio, il primo ministro ungherese Orban si è espresso in maniera durissima sugli effetti negativi delle sanzioni per l’Europa: “Inizialmente, pensavo che ci fossimo solo sparati a un piede, ma ora è chiaro che l’economia europea si è sparata nei polmoni e ora fatica a respirare”. Ha poi rincarato la dose, sostenendo che le misure restrittive “non aiutano l’Ucraina” né contribuiscono ad avvicinarsi alla “fine della guerra”.

Secondo Orban le sanzioni potrebbero essere addirittura fatali per il futuro dell’Europa, in quanto sono “dannose per l’economia europea e se continua così, la uccideranno”. Perciò il premier ungherese si aspetta un cambio di rotta, con l’arrivo di un “momento della verità” quando “i leader ammetteranno di aver fatto un errore di calcolo, che la politica delle sanzioni era basata su presupposti sbagliati e non ha soddisfatto le aspettative riposte in essa”.

Michele Iozzino

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2 Commenti

  1. Da questo punto di vista…, Orban non orbi. I figli vanno lasciati crescere nella fantasia, nella libertà e il più possibile senza i condizionamenti che ci circondano. Altrimenti rischiano di diventare più figli di altri, figli di p.

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