Roma, 4 gen – Andare a messa e sentir parlare di religione, ormai, è quasi impossibile. La Chiesa bergogliana, infatti, ha deciso di investire tutto sulla questione politica legata all’immigrazione e alla cosiddetta accoglienza. Può così accadere che il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, faccia un’omelia che è un vero e proprio comizio, con tanto di appello al voto. “Nel prossimo mese di marzo – ha detto il prelato al Te Deum del 31 dicembre – saremo chiamati alle urne. Siamo in un periodo in cui i partiti e gli uomini politici hanno generato delusioni e disaffezione all’impegno politico. Il malcontento e la diffidenza verso i leader politici sono approfonditi a causa di aspettative non soddisfatte e problemi non risolti. L’astenersi dal voto, a cui invece tutti siamo obbligati, non deve essere espressione di questa delusione. Non deve essere il partito dei rinunciatari a prevalere e nemmeno i leader politici populisti possono assumere le responsabilità di governo sfruttando le rabbie e le paure della gente”.

Poi, nella messa di ringraziamento celebrata domenica in Cattedrale nell’ultimo giorno dell’anno, è arrivata la vera e propria indicazione di voto: “Ciascuno, in coscienza, si orienti verso quei candidati che presentano programmi che facilitino il bene possibile, che tutelino la dignità e il rispetto della vita delle persone, che facilitino solidarietà e non si limitino a promesse aleatorie”. Non ci vuole un interprete per leggere tra le righe: monsignor Cantoni vuole che il voto vada alla sinistra. Non è mancato un riferimento alle sacre scritture. Nel senso della Costituzione, si intende. “Mancare al voto è da considerarsi un vero e proprio peccato di omissione. Che non fa altro se non delegare in bianco, senza compromettersi responsabilmente. Una iniziativa che mi sento di raccomandare alla comunità civile è quella di favorire la presentazione della prima parte della Costituzione italiana, nel settantesimo anniversario della sua promulgazione, dove sono enumerati fondamentali principi, diritti e doveri per una società liberale e democratica”, ha spiegato il vescovo.

Roberto Derta

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5 Commenti

  1. se ci fosse stato un solo Cattolico, un Credente vero, con le palle si sarebbe alzato e avrebbe protestato contro il comizio.
    Pecore sono quelli che non si sono alzati.

  2. …volete avere il ”benestare” della chiesa? Promettente che gli darete il DIECI x 1000…Sarete la loro ”adorazione”…

  3. Il caro vescovo che vive nei lusso e nell’ozio,chiuso nel suo palazzo dorato,si dovrebbe vergognare delle sue parole irricevibili…….inoltre con camerati, populisti e sovranisti veri al potere terminerebbero i fondi a pioggia per coop rosse ,caritas e associazionismo catto-comunista vario…
    ..per cui il buon vescovo ha una gran paura che il suo già pingue borsellino si svuoti di merce preziosa…..vergogna,questa sarebbe la chiesa che dovrebbe impartire comunione e cresima ai nostri figli…..??? Si sentono puzza e un acre odore di tradimento e volontà di una sostituzione razziale. Poveri italiani , hanno lavorato e pagato loro signori per una vita ed ora si ritrovano martiri di un governo piddino e di una chiesa cattolica oramai senza valori, se non quello di una invasione e sostituzione razziale mascherata da accoglienza.

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