Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 lug – “Chi è contro il green pass è contro le riaperture“: non ha dubbi Matteo Bassetti, e chi se ne importa se di fatto l’obbligo del certificato verde è una discriminazione. “Spero si arrivi una ‘via italiana’ per il green pass e mi dispiace sentire che c’è qualcuno così contrario. Soprattutto alcuni partiti politici che erano dalla parte dei ristoratori e dei gestori delle discoteche, dicendo che si doveva aprire”, dice l’infettivologo in chiara polemica con la Lega. L’impostazione dell’infettivologo è in ogni caso a dir poco faziosa. Le riaperture ci sono già: siamo tutti in zona bianca. Semmai qua si sta parlando di imporre nuove restrizioni, come appunto l’obbligo del green pass per prendere un treno o andare in palestra.



Bassetti: “Chi è contro il green pass è contro le riaperture”

Per Bassetti, “il green pass è lo strumento per non chiudere più, chi è contro questo documento è contro le riaperture. Torneremo allo stadio in presenza forse al 100%, andremo al teatro e al cinema. Come sta facendo tutto il mondo. Il green pass alza il livello di sicurezza per i vaccinati e i non vaccinati”. Così all’Adnkronos Salute il primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova sposa la linea dura sull’estensione del green pass per gran parte delle attività. Il modello francese, per intenderci. Comunque qualcuno dica al pro vax integralista che per adottare il sistema Macron per il pass vaccinale servono milioni di dosi, che l’Italia – a differenza della Francia – al momento non ha.

Menichetti: “Green pass ultima chiamata per evitare obbligo del vaccino”

“Bisogna smuovere le acque perché noi siamo tra il fallimento della campagna vaccinale e l’obbligatorietà del vaccino. Tra la situazione attuale e l’obbligatorietà, c’è una tappa intermedia che può essere il green pass“. Lo dice all’Adnkronos Salute il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa. “La proposta di Green pass – afferma – deve essere essenzialmente quella che è stata per la Francia e cioè un grosso invito ad aderire alla campagna vaccinale. E’ ovvio che deve essere una proposta seria che traccia una linea di demarcazione netta tra chi è in possesso del green pass e chi no. Se non si identifica una lista precisa di privilegi per chi ne è in possesso il green pass, non serve a nulla“, ammette candidamente il virologo.

Ciccozzi: “Credo nel libero arbritrio sulla vaccinazione”

Massimo Ciccozzi invece mostra una maggiore apertura mentale. “Noi siamo ancora nella discussione di fare o non fare come i francesi. Io credo molto nel libero arbitrio sulla vaccinazione, però noi siamo fisicamente qui per poter dare la giusta informazione dicendo alle persone: se ti vaccini hai questo vantaggio, se non ti vaccini questo vantaggio non ce l’hai” Insomma, per il direttore dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-medico di Roma, non c’è bisogno di arrivare all’obbligo. “Dobbiamo spiegare nel miglior modo possibile quali sono i pro della vaccinazione: non si va più in terapia intensiva, il virus circola meno e quindi non muta in maniera più aggressiva”.

Intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus, Ciccozzi si dice convinto che una campagna di informazione capillare e univoca possa risparmiare nuove restrizioni agli italiani. La realtà è che purtroppo sul fronte della comunicazione istituzionale ne abbiamo sentite di tutti i colori. Ma soprattutto è molto più facile imporre nuovi obblighi che rispettare il libero arbitrio.

Adolfo Spezzaferro



La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Ho già detto come la penso. Vorrei fare una semplice considerazione economica. A proposito dello sport:
    Molti corsi sportivi, svolti in palazzetti, palestre, etc.. questa estate hanno chiuso. Geshlossen. Anche se eravamo in zona bianca.
    Motivo? Fra vaccinati e non vaccinati, non avevano raggiunto il numero minimo di iscritti. Visto che le spese ci sono.. gli introiti non le coprivano o non garantivano un guadagno.
    Ora cosa vogliono fare questi “genialoidi”. Imporre il pass anche nello sport!
    In questo modo, gli iscritti saranno ancora di meno. Consideriamo che l’utenza è medio-giovane.
    Supponiamo che uno non sia vaccinato(molti non lo sono), chi “paga” anche il tampone quasi ogni volta che deve andare in palestra? oppure a fare il corso sportivo? Questi sono matti. Non ci va.. e basta.
    Non parliamo di un grande evento al quale una persona assiste magari una volta in un anno. Parliamo di azioni abituali..
    I primi a dover protestare dovrebbero essere i titolari di alcune attività.. anche perchè Macron, per chi sgarra e fa entrare persone senza GP vuole dare pene draconiane, che a momenti neanche un criminale prende!

Commenta