Roma, 12 nov — Rientra oggi in Italia per essere affidata ad una nuova famiglia — una che la vuole davvero — la figlia di un anno di una coppia italiana nata in Ucraina con l’utero di affitto e abbandonata dai genitori un anno dopo il riconoscimento. Grazie al Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), ufficio interforze della Direzione centrale della Polizia criminale, la bimba arriverà oggi a Malpensa con un volo da Kiev, triste capitale della compravendita di bimbi tramite maternità surrogata. Lo riporta Avvenire.



Coppia italiana abbandona la bimba nata da utero in affitto

La coppia committente si era recata in Ucraina nell’agosto del 2020, nel periodo estivo in cui il Covid aveva smesso di «mordere» e le restrizioni si erano allentate. Dopo aver coronato il proprio sogno di avere una bambina tramite utero in affitto, il due avevano riconosciuto la bambina ed erano rientrati in Italia, lasciandola in custodia a una baby sitter. Come un pacco postale. Fino al giorno in cui in due avevano smesso, senza preavviso, di erogare lo stipendio alla donna e di fare avere notizie di sé: fatto risalente allo scorso agosto, cioè al compimento del primo anno della piccola. A quel punto la baby-sitter si è rivolta al consolato italiano.

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La spinosa — e indecente — questione è quindi finita sui tavoli della Procura della Repubblica territorialmente competente in Italia ed alla Procura della Repubblica dei Minori, che risalite ai genitori, si sono sentite rispondere dai due che avevano cambiato idea e non intendevano riprendersi la bambina nata dall’utero in affitto. Come un cane lasciato al canile. A quel punto è intervenuto lo Scip per il rimpatrio della piccola, in sinergia con il Consolato italiano a Kiev per il rilascio dei documenti per l’espatrio. La bimba è atterrata a Malpensa, scortata dagli agenti dello Scip, un’infermiera e una pediatra, e accompagnata dai pelouche preferiti. Verso un nuovo capitolo della sua vita, con due genitori adottivi che la vogliono davvero, e non per momentaneo capriccio. 

Cristina Gauri

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